intervento a urologia

Prelievo e trapianto di rene laparoscopia salva paziente

L’AQUILA. A 36 anni si è trovato con un rene gravemente danneggiato, dopo complicanze per un intervento per calcolosi, eseguito in un’altra regione, ma all’ospedale «San Salvatore», grazie a un’opera...

L’AQUILA. A 36 anni si è trovato con un rene gravemente danneggiato, dopo complicanze per un intervento per calcolosi, eseguito in un’altra regione, ma all’ospedale «San Salvatore», grazie a un’operazione di avanzata chirurgia laparoscopica, la prima nel genere in Abruzzo, ha recuperato la piena funzionalità dell’organo e pochi giorni dopo l’intervento è stato dimesso.

Protagonista di questo caso di sanità d’eccellenza è un paziente romano di 36 anni, che si è affidato al reparto di Urologia, riconosciuto centro di chirurgia laparoscopica avanzata (tecnica meno invasiva rispetto alle procedure tradizionali), diretto dal dottor Luigi Di Clemente. Il malato è stato trattato e operato con modalità complesse, appannaggio solo delle migliori strutture sanitarie italiane. A seguito delle complicanze del precedente intervento, dopo alcuni mesi trascorsi nel Lazio con il drenaggio del rene, il paziente è stato indirizzato all’Aquila. L’uomo, oltre al rene gravemente compromesso, aveva una grave ed estesa lesione dell’uretere (che collega il rene alla vescica), con febbre e stravaso urinoso.

L’équipe guidata dal dottor Di Clemente, grazie all’esperienza acquisita negli anni nella laparoscopia avanzata, con un’unica incisione ha prelevato il rene dal paziente e l’ha trapiantato, sempre allo stesso paziente, in un punto vicino alla vescica, lo scavo pelvico (bacino).

«Tutto compiuto, ed è questo l’aspetto che rende di alta qualità l’intervento», spiega una nota dell’Asl, «con la laparoscopica che consente di realizzare piccoli tagli: infatti, a differenza di quanto avviene con la chirurgia tradizionale, non è necessaria l’apertura dell’addome. Grazie a questa tecnica chirurgica poco invasiva, per la quale il reparto aquilano vanta una ampia esperienza, l’uomo ha avuto tempi di recupero molto rapidi e ha lasciato l’ospedale pochi giorni dopo l’intervento recuperando le normali attività. Il paziente, dopo la delicata operazione, ha manifestato grande apprezzamento e gratitudine nei confronti dell’équipe. La complessa operazione è frutto della lunga esperienza del reparto di Urologia nell’attività dei trapianti. Una professionalità che ormai da tempo ha oltrepassato i confini dell’Abruzzo, espressa in modo eloquente dai numeri: il 33 per cento dei pazienti operati proviene, in larga misura, da altre regioni nonché da altre aziende sanitarie locali abruzzesi».

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