Rissa fuori dal locale, scatta la chiusura. Ma i gestori non ci stanno

La versione dei titolari: «I fatti sono avvenuti all’esterno, che messaggio si manda a chi ha deciso di investire sulla sicurezza?»
L’AQUILA. Prima le botte nel piazzale, poi il fuggi fuggi generale all’arrivo delle volanti, con il giallo dell’utilizzo di uno spray al peperoncino a richiamare sinistri casi di cronaca. Quindi le volanti che fanno di nuovo capolino nel piazzale della discoteca, ieri mattina, con gli agenti che varcano la soglia del locale per una notifica al titolare: si chiude per otto giorni. Il motivo – come riportato in una nota diffusa dalla questura dell’Aquila – nei «ripetuti, gravi, episodi verificatesi all’interno dell’esercizio nel corso degli anni, che, pertanto, allo stato attuale, non fornisce sufficienti garanzie di sicurezza per gli avventori». Il provvedimento segue quelli già emessi nei confronti dei gestori di altri esercizi dello stesso tipo – in massima parte discoteche – nelle ultime settimane costretti a loro volta alla chiusura in ossequio alle disposizioni del Ministero dell’Interno, che dopo i fatti di Crans Montana non fa sconti quando in gioco c’è la sicurezza di avventori e dipendenti.
In serata, però, ecco la versione della direzione della discoteca, il “Be One”: «In un contesto in cui sempre più ragazzi faticano a trovare luoghi sicuri dove incontrarsi, la gestione del Be One ha deciso di ripartire investendo ancora una volta nella struttura e nella sicurezza: adeguamenti agli impianti, presìdi antincendio, idranti, uscite di sicurezza, formazione del personale, responsabili in gestione delle emergenze e operatori presenti a ogni accesso. Interventi concreti», fanno sapere, «sostenuti con risorse proprie, per garantire standard elevati e serate in piena sicurezza. Eppure, oggi, tutto questo sembra non bastare. A seguito di una rissa avvenuta all’esterno, in uno spazio pubblico e quindi al di fuori della nostra diretta gestione, è stato disposto un provvedimento di chiusura temporanea».
E poco importa se «la stessa sera, a causa di un avventore regolarmente denunciato – che ha spruzzato dello spray al peperoncino a centro pista – l’operazione di evacuazione del locale è avvenuta in tutta sicurezza, in tempi strettissimi, applicando tutte le procedure prescritte e senza che nessuno abbia riportato conseguenze». Oltretutto, «il provvedimento», sottolineano, cade a 48 ore dalla «ricorrenza dei 100 giorni, andando a colpire una generazione che ha già vissuto anni complessi e che, nel caso dell’Aquila, porta ancora i segni della disgregazione sociale».
Con il discorso che dai fruitori si sposta quindi su chi scommette di tasca propria sulla ripartenza della città: «Se chi gestisce un locale investe nella sicurezza, ma poi viene comunque colpito da provvedimenti per fatti accaduti in uno spazio fuori dal proprio controllo, quale messaggio si sta mandando a chi decide di lavorare e costruire occasioni di socialità nel territorio? Per una città che, dopo il terremoto, ha già visto scomparire tanti luoghi di incontro e socialità, è una riflessione che merita di essere fatta».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

