Avezzano

Amarena, “Salviamo l’orso” dopo lo stop al processo contro Leombruni: «Tempi lunghi e frustrazione»

21 Gennaio 2026

L'associazione animalista interviene nuovamente sull’uccisione dell’animale, avvenuta il 31 agosto 2023: «Il rischio di prescrizione vanificherebbe tutto»

AVEZZANO. Continuano ad arrivare le reazioni dopo lo stop al processo per la morte dell’orsa Amarena. Nel corso della prima udienza dibattimentale nel tribunale di Avezzano, la giudice Francesca D'Orazio ha accolto l'eccezione di nullità della citazione a giudizio, sollevata in aula dalla difesa dell'imputato, e rimesso gli atti alla Procura. Che dovrà ora riformulare il dispositivo di citazione nei confronti dell’unico imputato, Andrea Leombruni, il cacciatore di San Benedetto dei Marsi che la notte del 31 agosto 2023 sparò alcuni colpi di fucile contro l’animale, ferendolo a morte.

«A quasi tre anni dai fatti, questa situazione lascia intravedere il rischio di prescrizione che renderebbe vano il lavoro degli investigatori e dei periti che avevano inchiodato l’imputato alle sue responsabilità», così scrive l’associazione animalista “Salviamo l’orso”. «Resta la frustrazione di tanti cittadini che da questo processo continuano ad attendersi una corretta e veritiera ricostruzione dei fatti che portarono alla fucilazione di un’orsa diventata simbolo e orgoglio della nostra regione».

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