Pizzoli

Schiacciata dal cancello: 56enne operata. Sfiorata la tragedia a Pizzoli

30 Aprile 2026

Una donna di Marruci è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico dopo la frattura delle caviglie e dello sterno

L’AQUILA. Tragedia sfiorata, due giorni fa, a Marruci di Pizzoli.

Una donna di 56 anni, A.S., madre di tre figli e molto conosciuta nel piccolo centro dell’Alta Valle dell’Aterno per l’azienda agricola di famiglia, è infatti rimasta schiacciata sotto il peso di un cancello che le è caduto addosso travolgendola. Un incidente dalla dinamica ancora da chiarire in maniera definitiva, anche perché la donna ha riportato un forte stato di choc in seguito all’accaduto.

Immediato l’allarme lanciato da chi era con lei al momento dell’incidente, così come tempestivo è stato poi l’arrivo di un’ambulanza sul posto, con i medici del 118 che hanno quindi soccorso la donna, subito trasferita d’urgenza in ospedale.

I primi accertamenti hanno poi evidenziato la natura dei traumi riportati dalla donna: diverse fratture, in particolare allo sterno e alle caviglie.

La 56enne è stata poi sottoposta, poche ore dopo, a un delicato intervento chirurgico e la prognosi è di trenta giorni. Non è in pericolo di vita.

Anche se grande è stata la paura per le condizioni della donna nell’immediatezza dei fatti, con la notizia che si è subito sparsa tra i suoi compaesani, in forte apprensione per l’accaduto.

«Poteva andare molto peggio. Per fortuna se l’è cavata soltanto con qualche frattura, anche se, quando ci hanno raccontato quanto accaduto, abbiamo pensato al peggio», è il commento di uno di loro. «Ora speriamo tutti che si rimetta in fretta e che possa definitivamente lasciarsi questa bruttissima avventura alle spalle. Non voglio neanche pensare a cosa sarebbe potuto succedere se, al suo posto, ci fosse stato un bambino, visti i precedenti casi di cancelli e porte da calcio che si ribaltano all’improvviso».

La notizia ha infatti scosso l’intera comunità pizzolana per un incidente che, sulle prime, sembrava preannunciare il peggio, poi invece definitivamente scongiurato dalla prontezza, oltre che dalla professionalità, dei medici dell’ospedale San Salvatore. 

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