Sciolto il consiglio: la città tornerà al voto a giugno

Il decreto del presidente verrà notificato nelle prossime ore Così è scongiurato il rischio del lungo commissariamento

SULMONA. Manca ancora l’ufficialità della pubblicazione in Gazzetta, ma sembra ormai certo che la città tornerà al voto nel mese di giugno.

«Il decreto di scioglimento del consiglio sarà sicuramente stato firmato dal presidente della Repubblica», spiega il segretario generale Marco Santopaolo, «ma ci verrà notificato nei prossimi giorni. Si tratta di un mero passaggio burocratico, quello che conta è la data della firma del presidente della Repubblica».

La conferma del ragionamento arriva da una circolare del ministero dell’Interno, secondo cui nei Comuni dove i consigli sono stati sciolti entro il 18 febbraio le elezioni si terranno nella prima decade di giugno. Il Comune di Sulmona rientra, dunque, a pieno titolo tra questi, dal momento che la caduta del consiglio è avvenuta l’11 febbraio scorso in seguito alle dimissioni di 9 consiglieri su 16.

Conferme in tal senso erano arrivate anche dal commissario Giuseppe Guetta, viceprefetto dell’Aquila, all’indomani della sua nomina in città. «Si voterà a giugno», aveva assicurato Guetta il 15 febbraio scorso, appena insediato in Comune, per poi aggiungere: «Spero e confido nella collaborazione di tutti per una campagna elettorale serena».

Nel frattempo, la città continua a vivere una fase di stallo, con la programmazione politica e la partecipazione ai tavoli e ai gruppi di lavoro rinviata a dopo le elezioni. Rischiano così di restare al palo importanti questioni e progetti, come quelli legati ai lavori sul nuovo ospedale e al destino – già segnato – del punto nascita, proprio come quello del tribunale e della polizia ferroviaria. E ancora, sono fermi al palo i lavori nelle scuole cittadine (a cominciare dal liceo classico Ovidio, chiuso dal sisma 2009), nonché le nuove destinazioni da dedicare alle caserme cedute al Comune e il Campo 78 dove è previsto un progetto per la realizzazione di un museo dedicato alle due guerre.

E problemi ci saranno anche per le celebrazioni di Ovidio 2017, dedicate al bimillenario dalla morte del poeta. Tra le questioni da affrontare ci sono anche quelle relative al futuro dello chalet dell’eremo, del ponte di via Gorizia, del cinema Pacifico, della gestione degli impianti sportivi. È destinata allo stop anche la pedonalizzazione del centro storico, su cui più amministrazioni si sono scontrate e succedute senza una soluzione definitiva, e la riorganizzazione della macchina amministrativa, coi dirigenti che continuano a dettare tempi e modi alle amministrazioni e alla politica cittadina. Tra i punti del programma di mandato dell’ex sindaco Ranalli destinati a restare sulla carta ci sono anche il progetto di collettore turistico al piazzale Ruggieri, i fondi Fas, il nuovo regolamento delle case popolari.

Importanti decisioni, infine, attendono il Centro Abruzzo sulle questioni dei trasporti, con in particolare i cambiamenti annunciati lungo il tracciato autostradale. E c’è anche la questione contestatissima della centrale Snam in località Case Pente.

Problemi che saranno sicuramente al centro della prossima campagna elettorale ormai al via.

Federica Pantano

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