Sulmona

Si uccise per aver tagliato la strada al carabiniere forestale: per il pm niente istigazione al suicidio

2 Giugno 2026

La Procura di Sulmona archivia il caso che ha sconvolto Opi. Una vicenda dolorosa, legata all'omicidio stradale del comandante Luca Pulsinelli. (Nella foto, la moto sulla quale perse la vita il forestale) 

OPI. Niente istigazione al suicidio dietro la morte del 51enne di Opi Antonello De Arcangelis Del Forno. Lo ha deciso il sostituto procuratore della Repubblica di Sulmona Edoardo Mariotti che ha chiesto al giudice per le indagini preliminari di archiviare il fascicolo penale aperto contro ignoti. Una vicenda dolorosa, legata all'omicidio stradale del comandante dei carabinieri forestali Luca Pulsinelli.

Un doppio dramma che, tuttavia, potrebbe avere un seguito dal momento che l'avvocato della famiglia del 51enne ha predisposto un'istanza per chiedere nuove indagini al gip. Secondo la denuncia della moglie e del fratello di De Arcangelis Del Forno, sarebbe stato un giovane ciclista quella sera del 15 giugno 2024 a mandare fuori strada Pulsinelli che viaggiava in sella alla moto. Un particolare che non compare nella ricostruzione degli inquirenti.

Sempre secondo la tesi difensiva, la bici sarebbe stata rimossa dal padre del giovane, un professionista del posto che, il giorno dopo, avrebbe avvicinato in chiesa il 51enne. «Vi ho visto sul luogo dell'incidente. Prenditi la colpa tanto hai la copertura assicurativa. Per omicidio stradale ormai nessuno va più in carcere», avrebbe detto il professionista che è diventato anche testimone dell'incidente. Poi sono scattati i sequestri a casa del 51enne che, il 30 settembre dello stesso anno, si è tolto la vita nella sua abitazione, lasciando un biglietto.

«Mi prendo la responsabilità dell'incidente» aveva scritto De Arcangelis Del Forno. L'incidente era avvenuto lungo la strada Marsicana, sul territorio comunale di Opi. Poi le indagini, che avevano portato a risalire all’automobile intestata alla moglie di De Arcangelis Del Forno, ma guidata dal cinquantunenne. La ricostruzione degli inquirenti non ha convinto i suoi familiari. L’uomo aveva presentato una denuncia chiedendo all’autorità giudiziaria di indagare su una possibile istigazione al suicidio. Per la Procura non sono emersi elementi nel corso delle indagini preliminari per stabilire un'istigazione al suicidio, né indizi di colpevolezza per risalire agli autori del reato. Per questo il pm ha chiesto al gip di scrivere la parola fine. «La nostra opposizione è pronta perché riteniamo che ci siano sufficienti elementi per affermare il contrario. Stiamo solo valutando il da farsi con i familiari perché c'è una componente emotiva di cui tenere conto» afferma l'avvocato difensore Massimo Di Rocco.