Sparò all’orsa Amarena, al via la prima udienza

Il fatto si era verificato a San Benedetto dei Marsi: questa mattina si apre il dibattimento sull’uccisione dell’animale simbolo del Parco
SAN BENEDETTO DEI MARSI. Entra nel vivo il processo a carico di Andrea Leombruni, l’allevatore di San Benedetto dei Marsi che la notte del 31 agosto 2023, all’interno della sua proprietà, nella periferia del paese, sparò all’orsa Amarena, uccidendola. L’esemplare protetto, noto per l’indole pacifica e simbolo della convivenza tra uomo e natura, in quella circostanza era in compagnia di due cuccioli, di cui, dopo la fucilata, si persero le tracce. L’uomo è stato rinviato a giudizio lo scorso 26 settembre. Oggi alle ore 9 la prima udienza dibattimentale dinanzi al giudice Francesca D’Orazio.
L’imputato – difeso dagli avvocati Berardino Terra e Stefano Guanciale – non sarà presente in aula. È accusato di uccisione di animale, con aggravante della crudeltà, e di esplosione di colpi d’arma da fuoco in luogo abitato. Pesa, fin qui, la consulenza balistica del perito incaricato dalla Procura, Paride Minervini, secondo cui l’orso sarebbe stato colpito in posizione trasversale, in modo da essere raggiunto in un punto vitale. L’uomo, subito dopo l’episodio, venne inondato di minacce: «Ti uccidiamo», «Farai la stessa fine dell’orsa», e «Anche la tua famiglia è in pericolo».
Tante le costituzioni di parte civile: Appennino Ecosistema, il Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) rappresentato dall’avvocato Herbert Simone, e oltre quaranta enti e associazioni ambientaliste. Oltre al Comune di San Benedetto dei Marsi, la Regione Abruzzo, il Wwf, e l’ex ministro Michela Vittoria Brambilla, in rappresentanza della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente.
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