«Stadio dei Pini lasciato nel totale abbandono»

La denuncia-appello al sindaco delle vecchie glorie dell’atletica della Marsica «Era il fiore all’occhiello di Avezzano, con campioni come Mennea e Simeoni»
AVEZZANO. Era il fiore all'occhiello della città, ora lo stadio dei Pini, lì dove si è “fatta la storia”, con tre record italiani, versa nel più totale abbandono. Emblema del degrado totale, la pista di atletica che, dopo aver visto sfrecciare campioni del calibro di Pietro Mennea, Sara Simeoni, Fiona May, H. B. Reynolds, Shorter, Drut, Milbourn, Benvenuti, Galkina e tanti altri grandi atleti, ora «non è più omologata a ospitare manifestazioni, nemmeno a carattere provinciale».
Per fermare il declino e ridare dignità sportiva allo stadio del Pini, numerosi ex campioni dell'Usa Sporting Club di Avezzano, quali Rodorigo, Balsorio, Felli, Piperni, Di Marco, Di Salvatore, D'Agostino, Samiri, Seimonte, Spera, Bianchini, e tanti altri che hanno conquistato titoli e piazzamenti prestigiosi ai Campionati italiani e vestito la maglia azzurra in competizioni europee e mondiali, lanciano un accorato appello all'amministrazione De Angelis, affinché metta in agenda «il rifacimento della pista di atletica e delle strutture annesse, per dare alle nuove leve la possibilità di crescere».
La storia del glorioso stadio dei Pini inizia nel 1973, con l'apertura ufficiale alle attività sportive, in particolare l'atletica leggera. In quegli anni in Abruzzo c'erano pochissimi impianti: le quattro città di provincia e, appunto, Avezzano. L'anello interno dello stadio ospitò tre memorabili meeting del Trofeo Marianella (1974/75/76): il cast dei partecipanti, con i migliori atleti mondiali del momento, spinse la Rai – siamo ai tempi di 1° e 2° canale – a fare la diretta dell'evento. «Una cosa del genere», ricordano gli ex campioni, «non si è mai più verificata in Italia». Poi per lo stadio dei Pini arrivò il primo periodo di grave declino: il manto in Rubetan si logorò e per 18 anni lo stadio fu lasciato in totale abbandono, con la sola possibilità di ospitare gare a livello provinciale e regionale. Il 1995 segnò l'inizio della rinascita con la pista in sportflex di nuovissima generazione e altre 15 edizioni di alto livello del glorioso Meeting Marianella. «Noi che negli anni Settanta portavamo le ceste degli atleti ed eravamo giovani promesse regionali», racconta Valerio Felli, presidente dell'Usa Sporting club Avezzano per 20 anni, «riuscimmo a rimettere in cantiere quel prestigioso appuntamento sportiv». Ora lo stadio versa in condizioni di avanzato degrado, con piste e attrezzature nel più totale abbandono. Un quadro che deve cambiare, secondo le vecchie glorie. «A quasi 50 anni dalla nascita quel patrimonio unico della città, è ridotto a pezzi. Il Comune lo recuperi e lo intitoli al maestro dello sport Giuseppe Cardinale», affermano i suoi allievi.
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