Sulmona, a 98 anni costretta ad aspettare dodici mesi per la visita agli occhi

Catia Puglielli
Prenotazione fatta il 3 luglio 2025 per febbraio 2026: l’ulteriore rinvio ha fatto infuriare i familiari. Il manager Asl Costanzi: «Attivato il servizio “recall”»
SULMONA. Aveva prenotato una prima visita oculistica al distretto sanitario di via Buco della Grotta il 3 luglio 2025 e, dopo mesi di attesa, era riuscita a ottenere un appuntamento per il 12 febbraio 2026. Ma pochi giorni prima della data fissata è arrivata la comunicazione che ha fatto infuriare i familiari: la visita è stata rinviata al 13 luglio 2026. La vicenda è capitata a una donna di 98 anni che, per una prestazione specialistica non urgente, dovrà attendere complessivamente più di un anno. Il motivo dello slittamento sarebbe legato al presunto pensionamento del medico che avrebbe dovuto effettuare la visita. Una circostanza che ha provocato la reazione del Tribunale per i diritti del Malato. «Stiamo parlando di una persona che ha quasi un secolo di vita. A 98 anni ogni giorno è prezioso e l’assistenza dovrebbe essere celere, tempestiva e non prorogabile. Rimandare una visita di mesi, dopo aver già atteso mesi, a questa età significa, nei fatti, negare il diritto alla salute», denuncia Catia Puglielli.
«Ricordiamo ai cittadini che esistono strumenti legali per non subire passivamente questi ritardi. È possibile attivare percorsi di tutela per ottenere l’autorizzazione a effettuare visite in regime intramoenia o privato, con i costi a carico del Servizio Sanitario Nazionale (fatto salvo il pagamento del ticket, se dovuto). Non è solo una questione di burocrazia, è una questione di civiltà» continua Puglielli. Il caso riaccende i riflettori sul problema delle liste d’attesa nella sanità pubblica. Secondo quanto emerge, i tempi per le prestazioni oculistiche che non rivestono carattere di urgenza si sono allungati in alcuni casi fino al 2027, con cittadini costretti ad attendere anni per una visita specialistica.
Dalla Asl diretta dal manager Paolo Costanzi fanno sapere che esiste un sistema di richiamo degli utenti per ridurre i tempi quando si liberano posti. «È attivo un servizio recall che, in caso di disdetta di prenotazione, ricontatta gli utenti per consentire loro di scalare alla prima data utile», spiegano dall’azienda sanitaria. Resta però la situazione concreta della donna ultranovantenne e di tanti altri pazienti che si trovano a fare i conti con tempi di attesa sempre più lunghi, in un sistema sanitario che fatica a garantire risposte rapide anche per visite considerate di routine. «Non conosco il caso specifico. Tuttavia ho triplicato il servizio recall in modo tale da seguire le prenotazioni e le eventuali disdette» conclude il direttore generale Costanzi che sulla riduzione delle liste d’attesa ha puntato molto nei primi mesi del suo mandato.
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