Sulmona, maxi rissa nel cuore della movida: un 20enne finisce tra gli indagati

Si allarga l’inchiesta della Procura sui fatti dello scorso 5 ottobre. Notificato un altro avviso di garanzia. Tre giovani erano già finiti nei guai, per alcuni sono scattati divieto di accesso nei locali e foglio di via
SULMONA. Non si ferma l’inchiesta sulla violenta rissa tra giovanissimi scoppiata lo scorso cinque ottobre in via dei Sangro, nel cuore della movida di Sulmona. La Procura della Repubblica di Sulmona ha infatti ampliato il perimetro delle indagini, notificando nei giorni scorsi un avviso di garanzia a un 20enne sulmonese, ritenuto dagli investigatori uno dei partecipanti attivi allo scontro. I fatti risalgono a una serata particolarmente tesa, durante la quale almeno otto giovani, residenti tra Sulmona e Torre dei Passeri, si sarebbero affrontati in una vera e propria “contesa” per il controllo della zona. Una lite degenerata rapidamente in una violenza a catena, tra calci, pugni e spinte, sotto gli occhi di numerosi passanti. Nel corso della rissa sarebbe stato utilizzato anche un accendino come arma impropria: secondo quanto ricostruito, con lo stesso sarebbe stato dato fuoco al cappotto di uno dei ragazzi coinvolti. Un episodio che aveva suscitato forte allarme in città e acceso i riflettori sulla sicurezza nelle aree della movida.
Le indagini, condotte dai carabinieri di Sulmona, guidati dal maggiore Toni di Giosia, avevano già portato nei mesi scorsi alla denuncia di tre giovani, uno residente a Sulmona e due nel Pescarese. Per alcuni di loro erano scattate anche misure amministrative come il divieto di accesso agli esercizi commerciali e il foglio di via, adottate dalla questura nell’ambito della stretta contro la movida violenta. L’attività investigativa, però, non si è conclusa. I militari stanno proseguendo con l’ascolto delle persone informate sui fatti per ricostruire nel dettaglio quanto accaduto e individuare anche altri soggetti presenti quella sera. Tra questi ci sarebbero giovani che, intervenuti inizialmente per tentare di sedare la rissa, avrebbero poi preso parte all’alterco arrivando allo scontro fisico. È in questo contesto che si inserisce la posizione del 20enne ora indagato, chiamato a rispondere dell’accusa di rissa aggravata in concorso. Un ulteriore sviluppo che conferma come l’indagine resti aperta e destinata ad allargarsi, nel tentativo di fare piena luce su uno degli episodi legati alla movida cittadina degli ultimi mesi.
Nella stessa area, dove sono avvenute dieci risse in due anni, un 23enne era stato colpito a cingiate e accoltellato dal branco, finendo nel reparto maxillo-facciale dell'ospedale San Salvatore dell'Aquila.
Nel 2025 sono stati dieci i provvedimenti emessi dal Questore nei confronti di altrettanti giovani violenti e tre i provvedimenti di chiusura per gli esercizi commerciali che hanno tenuto abbassata la saracinesca per una o due settimane.

