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14 gennaio

14 Gennaio 2026

Oggi, ma nel 1895, a Coatit, in Eritrea, terminava con la vittoria delle truppe d’Africa del generale Oreste Baratieri da Condino di Borgo Chiese, classe 1841, comandante della colonia Eritrea, su quelle locali di Mangascià, ras della regione del Tigrè, la battaglia cominciata la sera del 12 gennaio precedente. Le forze contrapposte erano di 3.093 italiani (per la precisione 65 ufficiali, 42 elementi di truppa, 3796 ascari) contro 17mila combattenti avversari. In particolare il contingente era composto dai battaglioni comandati dai maggiori Stefano Hidalgo, Giuseppe Galliano e Pietro Toselli.

In particolare, la forza sotto gli orini del già menzionato Toselli da Peveragno, del 1856, si distinguerà nel confronto armato che avverrà all’Amba Alagi, il 7 dicembre 1895, che costerà la vita proprio allo stesso Toselli, che col suo estremo sacrificio si conquisterà la medaglia d’oro al valor militare alla memoria. Lo scontro di Coatit si chiudeva con 5 figli di Roma morti e 90 indigeni schierati sotto la bandiera tricolore con lo stemma sabaudo a fronte di 1500 vittime dell’esercito eritreo. Quanto i feriti, erano 227 contro 3mila. L’episodio consolida la permanenza degli italiani nella colonia primigenia e apriva loro la via verso la penetrazione militare in Etiopia retta dal Negus Menelik II dal 1889. Il successo destava enorme clamore nel Belpaese che non ancora conosceva la battuta d’arresto all’intrapresa espansionistica crispina che arriverà con la sconfitta di Adua, in Etiopia, dell’1 marzo 1896.

Quel 14 gennaio 1895, inoltre, gli italiani, dopo aver avuto la meglio, inseguiranno i resistenti tigrini in fuga e li annienteranno nella conca di Senafè, sempre in Eritrea, il giorno dopo, 15 gennaio, bombardandoli dall’alto (nella foto, particolare, l’operazione raffigurata in un’incisione coeva di Eduardo Ximenes per il settimanale “Illustrazione italiana” da lui co-fondato l’1 novembre 1875 a Milano insieme all’editore Emilio Treves) grazie alla batteria comandata dal maggiore d’artiglieria Federico Ciccodicola da Arpino, del 1860. Quest’ultimo sarà il futuro ministro plenipotenziario in Etiopia dal 24 giugno 1897 all’1 giugno 1907. Lo stesso Mangascià verrà spaventato enormemente con una cannonata che lambirà la tenda nella quale sarà ricoverato per studiare il nuovo piano per fronteggiare la caparbietà dei conquistatori.