Ticket da pagare dopo dieci anni Appello all’Asl: «Fare chiarezza» 

Il Tribunale del malato contatta l’Agenzia delle entrate: «C’è una fila di cittadini arrabbiati e confusi Dopo la prestazione al pronto soccorso andrebbe detto a tutti gli utenti che si deve saldare il conto»

L’AQUILA. «L’Asl ha pieno diritto a chiedere i ticket non pagati, ma manca di chiarezza. L’operazione è stata gestita male». Così l’avvocato Catia Puglielli del Tribunale dei diritti del malato torna sulle migliaia di cartelle che la Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila ha spedito in provincia e non solo, soprattutto a casa di chi negli ultimi dieci anni è stato in pronto soccorso e non ha poi pagato il ticket all’uscita. «Abbiamo la fila di cittadini arrabbiati e confusi agli sportelli del Tribunale del malato. Per venire a capo della vicenda ci siamo dovuti interfacciare direttamente con l’Agenzia delle entrate», continua Puglielli. «Innanzitutto non si tratta di cartelle vere e proprie, ma di semplici lettere bonarie di pagamento. Infatti non arrivano come raccomandate. La Asl si appoggia sull’Agenzia delle entrate anche per questo tipo di missive». Poi, ancora, dopo che la Asl ha annunciato di aver attivato un ufficio specifico che risponde a tutti coloro che chiedono informazioni e verifiche tramite l’indirizzo mail recuperocrediti@asl1abruzzo.it: «Di quale ufficio si parla nello specifico? Si trova in ogni ospedale della provincia? Inoltre non è per semplice mail che le pubbliche amministrazioni si interfacciano con gli utenti». Sul futuro: «Auspichiamo che la Asl torni a segnalare sul posto agli utenti all’uscita del pronto soccorso che devono recarsi a pagare, come ha fatto per un breve periodo, almeno a Sulmona».
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