Trovata droga nell’auto del 32enne morto sulla Sp 20 Marruviana

31 Agosto 2025

I carabinieri hanno sequestrato venti grammi di cocaina nella vettura. Stanno meglio gli altri sei feriti nello schianto

SAN BENEDETTO DEI MARSI. Venti grammi di cocaina nascosti nell’auto. È il retroscena emerso dopo l’incidente di Borgo Ottomila in cui ha perso la vita Mohamed El Hadigui, 32 anni. Una scoperta, quella dei carabinieri che hanno sequestrato la sostanza, che aggiunge ombre a una vicenda già segnata dalla tragedia. Non cancella il dolore, ma racconta la complessità di una storia che somiglia a quella di tanti migranti: la partenza dal Marocco con grandi speranze, l’arrivo in Italia convinti di trovare quell’immagine da cartolina che passa in televisione, e invece la realtà di un Paese fatto di precarietà, fatica e delusioni. Quando il sogno si infrange, qualcuno riesce a resistere, altri finiscono per scivolare nel mondo della droga, come consumatori o come piccoli spacciatori, illudendosi di trovare così un riscatto.

Mohamed aveva in tasca un permesso di soggiorno stagionale ottenuto il 6 marzo, pochi giorni prima dell’incidente. Era arrivato nel Fucino con il desiderio di lavorare nei campi, di piegarsi alla terra dall’alba al tramonto per costruire un futuro. Non solo per sé, ma soprattutto per sua madre, rimasta vedova in Marocco, alla quale inviava i risparmi. Un futuro appena iniziato, strappato via su quella stessa terra che lo aveva accolto. Il fratello vive a Vicenza, anch’egli emigrato. Entrambi portavano sulle spalle il peso della famiglia rimasta senza padre. Oggi la madre e il fratello sono seguiti dall’avvocato Pasquale Milo. Nel Fucino Mohamed aveva trovato la vita del bracciante: sveglie alle quattro del mattino, giornate estenuanti per pochi euro. Un destino comune a tanti, che spesso si accompagna a fragilità e cadute.

La sera di venerdì, poco dopo le 18.30, lo schianto. Sulla Sp 20 Marruviana, in località Borgo Ottomila, tre auto si sono scontrate: una Peugeot, una Fiat Punto e una Opel Zafira. Secondo le prime ricostruzioni, un sorpasso azzardato avrebbe innescato la carambola. La Peugeot guidata da Mohamed è finita fuori strada, scaraventata in un fossato. Per lui non c’è stato nulla da fare. Nell’Opel Zafira viaggiava un giovane pakistano, elitrasportato d’urgenza al San Salvatore dell’Aquila, dove resta ricoverato con trenta giorni di prognosi. Nella Punto c’erano cinque ragazzi del San Benedetto Venere, la squadra di calcio dilettantistica locale: Francesco Pascucci, Ivan Mencarini, Antonio Di Girolamo, Giacomo Fantauzzi e un minorenne. Tutti feriti, ma non gravemente. Soccorsi e portati ad Avezzano, sono stati dimessi dopo la notte di osservazione.

Sul posto i carabinieri e i vigili del fuoco hanno effettuato i rilievi. Gli inquirenti stanno lavorando per chiarire la dinamica e le responsabilità. È proprio dai controlli sull’auto di Mohamed che sono spuntati i venti grammi di cocaina: un dettaglio che intreccia la tragedia personale con la piaga sociale del piccolo spaccio. Il sindaco di San Benedetto dei Marsi, Antonio Cerasani, ha parlato di «pugno allo stomaco» per la notizia, ribadendo la vicinanza ai cinque calciatori e alle loro famiglie: «Siamo stati in apprensione per voi e non potremmo essere più felici di sapervi in buona salute. Non vediamo l’ora di riabbracciarvi».

La morte di Mohamed, con le sue luci e le sue ombre, resta una ferita che interroga. Non è solo un incidente stradale, ma il simbolo di un sogno migratorio che troppe volte si infrange: da un lato la speranza di un futuro, dall’altro la tentazione di scorciatoie pericolose. Alla fine, su quell’asfalto del Fucino, resta comunque una vita spezzata e una famiglia lontana che piange.

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