Perdonanza, chiusa la Porta Santa. L’arcivescovo D’Angelo: «Capitale del perdono? Titolo bello ma oneroso»

29 Agosto 2025

L'arcivescovo dell'Aquila, Antonio D'Angelo, e il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, hanno chiuso, intorno alle 19.43, la Porta Santa, atto conclusivo dell'indulgenza plenaria voluta dal Papa Santo Celestino V con la Bolla del 29 settembre 1294

L’AQUILA. L'arcivescovo dell'Aquila, Antonio D'Angelo, e il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, hanno chiuso, intorno alle 19.43, la Porta Santa, atto conclusivo dell'indulgenza plenaria voluta dal Papa Santo Celestino V con la Bolla del 29 settembre 1294, con cui istituì il primo Giubileo della storia. Il rito ha visto anche lo spegnimento, da parte del primo cittadino, del braciere della Pace sulla torre di Collemaggio, dove ardeva il Fuoco del Morrone dal 23 agosto. Così è partito il corteo di rientro.

Dopo aver fatto riferimento a San Giovanni Battista e San Celestino V, l'arcivescovo ha richiamato nell'omelia una recente catechesi di Papa Leone XIV in cui il pontefice, commentando l'episodio del tradimento di Giuda ha sottolineato la grandezza della figura di Gesù dicendo: «Ha compreso che la libertà dell'altro, anche quando si smarrisce nel male, può ancora essere raggiunta dalla luce di un gesto mite. Perché sa che il vero perdono non aspetta il pentimento, ma si offre per primo, come dono gratuito, ancor prima di essere accolto». E poi ancora: «L'amore di Gesù non nega la verità del dolore, ma non permette che il male sia l'ultima parola». D'Angelo ha poi ricordato che «Papa Francesco ha definito L'Aquila 'Capitale del perdono', un titolo bello, ma oneroso, perché chiamati a vivere il perdono, che, nelle parole di Papa Leone, possiamo ben comprendere, è amore infinito, capace di amare fino in fondo».

Alla fine della celebrazione eucaristica fra Massimo Travascio, custode della Porziuncola, ha letto il testo del Patto di amicizia tra Assisi e L'Aquila, anche nell'ottica del Giubileo. Sarà, inoltre, l'Abruzzo ad offrire l'olio per la lampada di San Francesco in occasione nella prossima solennità del 4 ottobre. «Quanto è bello» ha detto Travascio «in un momento nel mondo fanno notizia accordi politici, economici e militari, che qui, invece, a fare notizia sia un patto di amicizia che parla di perdono e la misericordia».

Domani è previsto il concerto conclusivo. Sul palcoscenico si esibiranno: Antonello Venditti, Giuliano Sangiorgi, Brunori Sas, Francesca Michielin, Gianluca Ginoble.