Truffa coi fondi del sisma gip revoca maxisequestro
Via i sigilli a sei abitazioni, cinque negozi, due automobili e un esteso terreno Il giudice: la perizia ha riscontrato l’ammissibilità del contribuito milionario
L’AQUILA. L’inchiesta su un presunta truffa da un milione con i fondi del sisma per risistemare una carrozzeria diventa un flop. Lo dimostra il fatto che il gip ha dissequestrato sei appartamenti e cinque negozi oltre a un terreno assai esteso che per il pm valgono, per l’appunto, un milione, ma secondo le difese il valore reale è il triplo.
Secondo le accuse, smontate da una perizia e poi dal provvedimento del gip, Guendaliba Buccella, gli indagati avevano ottenuto un contributo ingente per restaurare l’immobile danneggiato dal sisma con falsi presupposti. La perizia ha detto l’esatto contrario e, pertanto, il caso sembra andare verso l’archiviazione a fronte dei 15 esposti presentati 4 anni fa. Sotto accusa erano finiti i due noti carrozzieri Elio Del Pinto e Alfonso Valente, insieme ad Arturo Fiamma e Pierpaolo Del Pinto, il quale ancor più degli altri risulta estraneo alle accuse. La concessione del contributo, sulla scorta di falsi presupposti, aveva indotto la magistratura a mettere i sigilli anche a una Mercedes e a una Volkswagen Golf oltre ai conti correnti. Poi le cose sono andate in modo diverso. «La perizia», dice il gip, «riscontrava l’ammissibilità del contributo richiesto e ritenendo che, allo stato, non sussista più il fumus dei reati provvisoriamente contestati, si revoca il sequestro preventivo disposto anche a fine di confisca».
Gli accusati sono assistiti dagli avvocati Luciano Bontempo, Massimo Carosi, Stefano Rossi, Antonella Pellegrini. Ora si va alla conta dei danni.
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