Una nuova ala al museo civico Aufidenate

21 Maggio 2023

Arte sacra a Castel di Sangro, il sindaco Caruso: «L’obiettivo è la maggiore conoscenza del territorio»

CASTEL DI SANGRO. Nuova ala dedicata all’arte sacra e religiosa al museo civico Aufidenate. Lo spazio museale che si trova nei locali dell’ex Convento della Maddalena è stato interessato da un riordinamento volto a garantire una migliore funzionalità della struttura e una fruizione ottimale dei reperti archeologici esposti. Ieri mattina, al termine dei lavori, c’è stato il taglio del nastro per una nuova ala dedicata all’arte sacra e religiosa nella quale convergono frammenti di sculture tardo-rinascimentali, barocche, settecentine della congrega di orazione e morte e gli ultimi reperti arrivati grazie a una donazione di un cittadino: Kapine John Kodo. Una grande soddisfazione per il sindaco di Castel di Sangro, Angelo Caruso, che ha creduto da sempre in questa infrastruttura tanto da riservarvi più volte l’attenzione di tutta l’amministrazione comunale, ma anche del direttore della struttura Mario Rainaldi, e dei cittadini che hanno preso parte alla cerimonia. «L’obiettivo è quello di fornire, attraverso i reperti, una maggiore conoscenza storica del territorio», hanno spiegato il sindaco e il direttore durante il taglio del nastro al quale ha preso parte anche il direttore dell’Archeoclub Giovanni Romito. «Risulta vincente la musealizzazione dell’ex convento della Maddalena unita agli interventi di conservazione, ricerca, documentazione, dei nuovi allestimenti, dei servizi di gestione, amministrazione e promozione. Azioni che mirano anche a intercettare flussi turistici connessi a tutto ciò che rappresenta una variabile capace di incidere molto sulle condizioni ambientali che interessano la conservazione del patrimonio storico artistico». Il museo civico venne istituito nel 1898 dall’allora sindaco di Castel di Sangro, il colonnello Clemente Marchionna, dopo il furto di numerosi reperti nel 1924 il museo restò aperto e continuò ad arricchirsi di nuovi gioielli da custodire e mostrare a coloro che arrivavano a visitarlo. Nel 1999, poi, venne inaugurato il nuovo museo a seguito della ristrutturazione del vecchio convento della Maddalena. «I primi risultati sono tangibili», hanno concluso Caruso e Rainaldi. «Oltre all’incremento delle presenze del 20% le collezioni stanno destando curiosità anche da parte di università italiane e non, esempio ultimo l’interessamento di un dottorando dell’università di Uppsala in Svezia».
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