Veglioni, notte di ripartenza La città si prepara ai brindisi 

Cene, balli e spettacoli. Un ristoratore: «Per noi è importante dare un segnale» Ma Stratta (Confcommercio) segnala: «Molti in centro preferiscono chiudere»

L’AQUILA. Un anno fa, più ristoratori spiegavano su queste pagine di giornale le ragioni che li avevano spinti a rinunciare al Veglione di Capodanno: per quanto nessuna restrizione lo impedisse, i rischi per possibili ritrosie o rinunce all’ultimo minuto erano piuttosto concreti, anche in relazione alle numerose quarantene registrate in quel periodo. Quest’anno, condizioni e regole sono cambiate, eppure sono tanti a preferire di non lavorare la notte di San Silvestro, specie nel centro storico che vedrà molte serrande chiuse e molte luci spente. A segnalarlo è Daniele Stratta, presidente provinciale L’Aquila Fipe Confcommercio.
IL SERVIZIO
«Mi rendo conto», spiega, «che scegliere di lavorare la sera di Capodanno significa dover fare i conti con costi raddoppiati se non triplicati per quello che riguarda il personale, la musica e parte delle materie prime. Però è mio dovere ricordare ai colleghi che il nostro è un servizio al pubblico a tutti gli effetti. Un servizio importante, peraltro anche perché collegato a quello che concerne la ricettività del capoluogo. Sono a conoscenza del fatto che alcune strutture alberghiere della zona hanno avuto difficoltà con le persone che ospitavano proprio a causa della carenza di locali e ristoranti dove passare la serata». Per questa sera, si registrano comunque investimenti importanti, come la scelta dell’imprenditore Daniele Di Fabio e della squadra del ristorante Yoichi, di realizzare un Veglione di Capodanno con una festa tra cena, balli, spettacoli con cantanti, performer e musicisti. «Questo palazzo ospiterà un evento di carattere ludico, non legato a manifestazioni artistiche. Un messaggio di apertura che abbiamo voluto dare nel segno della speranza. Abbiamo pensato di intraprendere questo percorso, spostando l’evento dal piano terra al primo, il piano nobile», spiega il marchese Pica Alfieri. Un appuntamento senza precedenti che ne richiama uno storico: «In onore del re di Napoli», prosegue, «venne dato un banchetto nella galleria del Palazzo nel 1806. Oggi ci ispiriamo a quell’evento riportandolo ai giorni nostri». Per Di Fabio «la priorità è di non porci limiti, per offrire sempre nuove esperienze ai nostri clienti». Restando in centro, Andrea Ventruto sceglie di tenere aperto il suo pub di via Sassa per aspettare il nuovo anno: «Per noi è importante dare un segnale di ripartenza». Dj set e musica dal vivo in più locali della città, come Guernica o Officina by Golden Stars di Roberta Maurizio. Aperitivo di Capodanno a Donna Zelinda.
I MOVIMENTI
«Abbiamo avuto varie richieste di informazioni da parte di turisti in merito all’offerta cittadina, ma anche di aquilani alla ricerca di una gita fuori porta», spiega Mariangela Speranza del Welcome Aq di via Cimino. «L’interesse è cresciuto in quest’ultimo mese». Periodo interlocutorio, invece, per alcuni bed and breakfast del centro. «Durante il periodo universitario», valuta Marco Alloggia, musicista e gestore di una piccola struttura ricettiva, «abbiamo lavorato bene. In questo week-end siamo tornati a occupare le camere a disposizione, anche se nel resto dei giorni scontiamo un po’' il fatto che la neve non si è fatta ancora vedere quest’anno e questo ha scoraggiato molti turisti».
BOTTI VIETATI
L’amministrazione comunale ricorda che l’ordinanza 347 del 27 dicembre 2019 a tutela della sicurezza urbana su «divieto di accensione, lancio e sparo di fuochi d’artificio, mortaretti, petardi, materiale pirotecnico di qualsivoglia natura in ambito urbano e in tutte le civiche vie e piazze del territorio comunale» è sempre in vigore. Una risposta agli animalisti che in questi giorni avevano sollecitato provvedimenti.
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