A fuoco un deposito di legname vicino al cementificio, si indaga sulle cause

foto di Luca Terzini

26 Aprile 2026

Distrutta un’area di un’azienda di autotrasporti, due squadre dei vigili del fuoco al lavoro per ore. La titolare: «È stato accidentale». A pochi metri c’è la pompa di benzina 

PESCARA. Le fiamme improvvise e il fumo nero, ben visibile sull’asse attrezzato e da più punti della città: arriva dalla zona industriale, in un’area adiacente all’ex cementificio, tanto da destare preoccupazione tra i residenti, a pochi giorni dalla nube di polvere fuoriuscita da uno dei silos in corso di abbattimento. Ma le fiamme, in realtà, sono divampate da un deposito all’aperto di un’azienda di autotrasporti, Italia Logistica srl (in via Raiale dal 2021), a pochi metri di distanza dall’area di servizio dell’Eni. A prendere fuoco, per cause in corso di accertamento, sono stati i bancali di legno, dove solitamente viene stoccata la merce. L’allarme è scattato intorno alle 11.30. Fortunatamente, al momento del rogo, nell’area in questione non c’era nessuno. Il titolare della ditta si trovava nel suo ufficio e ha immediatamente chiamato i soccorsi, una volta resosi conto dell’accaduto.

Tragedia sfiorata, anche perché per domare le fiamme ci sono volute diverse ore. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco con due squadre e tre autobotti, la polizia di Stato e gli uomini della polizia locale, che si sono occupati di dirigere il traffico nell’area industriale. Un tratto di via Raiale che porta fino al cementificio e all’area adiacente, da dove sono divampate le fiamme, è stato chiuso al traffico per circa due ore. Per spegnere il fuoco e rimuovere il materiale bruciato si è reso necessario anche l’intervento di un mezzo specializzato della Sdi, fatto arrivare sul posto dalla Timrecuperi srls, ossia l’impresa che su affidamento della Calbit srl, si sta occupando della dismissione dell’ex cementificio.

«Questa è una zona, come ben sapete, in cui episodi simili si sono già verificati considerando la presenza dell’ex opificio. Nella nostra area, però, è la prima volta che accade una cosa del genere», dice la titolare della Italia Logistica. «Il sabato e la domenica solitamente non lavoriamo, quindi al momento del rogo nessuno dei nostri venti dipendenti era presente. Mio marito passa sempre e si trovava in ufficio. I soccorsi sono stati prontamente avvertiti. Non capiamo perché sono divampate le fiamme. I vigili stanno verificando. Per il momento si parla di un evento accidentale, ma vorremmo capire meglio. Inizialmente ci siamo spaventati, poi abbiamo capito che i danni non sono molti. Oltre ai bancali bruciati, alcuni teloni dei mezzi sono stati sfiorati dalle fiamme. Vanno valutati meglio i danni. Da quello che possiamo vedere a occhio nudo, non abbiamo avuto particolari criticità. E, soprattutto, nessuno è rimasto ferito ed è questa la cosa più importante».

L’ambulanza del 118 non è infatti arrivata sul posto. I vigili del fuoco sono rimasti nell’area per diverse ore, vista la difficoltà di spegnere le fiamme. Ora bisogna provvedere a bonificare e a mettere in sicurezza l’intera zona. Al vaglio di polizia e vigili del fuoco anche le telecamere presenti nel deposito. Vanno individuate le cause del rogo, che ha distrutto tutti i bancali presenti nell’area esterna della ditta. Si valutano varie ipotesi.

I primi ad essere contattati, subito dopo l’avvistamento del fumo, sono stati i dipendenti della Timrecuperi srls, la società che sta operando all’ex cementificio. Inizialmente si è parlato perfino di violenta esplosione. Dopo gli interventi di abbattimento di uno dei due silos e la polvere che martedì scorso, nel giro di pochi minuti ha avvolto l’intera area, i cittadini hanno temuto il peggio. Ma i vigili del fuoco intervenuti sul posto, subito dopo la segnalazione, hanno avuto modo di verificare quanto stava avvenendo. In supporto, però, è arrivato anche un mezzo specializzato della Sdi, in grado di agire tra le fiamme.

Dopo l’emergenza la polizia ha visionato tutti i mezzi pesanti presenti nell’area vicina al deposito dei bancali, per valutare eventuali danni insieme con i proprietari della ditta di autotrasporti, che ora vogliono capire meglio cosa è potuto succedere.

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