Pescara

Animali soppressi nel canile sanitario, veterinario condannato a 4 mesi

7 Maggio 2026

Pescara, si è concluso il processo che vedeva imputati due veterinari: Di Tommaso condannato, Ruggeri assolto. L'associazione che ha dato impulso alle indagini con una denuncia e si è costituita parte civile nel procedimento: «Non siamo soddisfatti»

PESCARA. Si è concluso in tribunale a Pescara il processo relativo alla gestione del canile sanitario della Asl di Pescara che vedeva imputati i veterinari Franco Ruggeri e Lucio Di Tommaso, accusati di eutanasie ritenute non dovute su numerosi cani e di altri reati legati alla gestione della struttura. Ruggeri è stato assolto, mentre Di Tommaso è stato condannato a quattro mesi per uno solo degli otto capi di imputazione. L'associazione Lndc Animal Protection, che ha dato impulso alle indagini con una denuncia e si è costituita parte civile nel procedimento, esprime una tiepida soddisfazione per l'esito dell'udienza odierna.

"Non possiamo dirci soddisfatti perché, anche per il solo reato per cui è stata riconosciuta una responsabilità, la pena appare estremamente blanda - dichiara Piera Rosati -. Attendiamo le motivazioni della sentenza per comprendere le ragioni che hanno portato a escludere le altre responsabilità contestate".

"Per anni volontari e cittadini hanno segnalato criticità nella gestione del canile sanitario, troppo spesso senza essere ascoltati. La sentenza di oggi dimostra che quelle preoccupazioni avevano un fondamento - dichiara la sezione di Pescara di Lndc Animal Protection -. Pur ritenendo la pena inflitta insufficiente rispetto alla gravità dei fatti contestati, consideriamo importante che sia stata riconosciuta una responsabilità penale all'interno di una struttura pubblica. Questo deve rappresentare un punto di partenza affinché episodi simili non si ripetano più". L'associazione sottolinea come la condanna di un veterinario pubblico rappresenti un fatto rilevante sotto il profilo del riconoscimento giudiziario delle criticità emerse nella gestione del canile sanitario: "Valuteremo le motivazioni e auspichiamo che la Procura voglia proporre appello per i capi di imputazione conclusi con l'assoluzione - prosegue -. Esamineremo la possibilità di presentare un'istanza al pm affinché venga impugnata una sentenza che, a nostro avviso, riconosce solo parzialmente la gravità dei fatti emersi".

Il procedimento, ricorda l'associazione, ha fatto emergere "gravi criticità nella gestione degli animali e nelle procedure adottate, confermando un quadro già delineato nel corso delle udienze precedenti grazie alle testimonianze raccolte". Lndc Animal Protection ribadisce la necessità di "controlli più stringenti sulle strutture pubbliche e di una maggiore trasparenza nella gestione degli animali, affinché il canile sanitario torni a essere un luogo di cura e non di morte".