Anziana morta in ospedale, la Asl deve risarcire i familiari. “La responsabilità è dei sanitari”

La Asl di Pescara è stata condannata a risarcire i familiari di una donna, morta a 73 anni il 27 giugno 2022, per una serie di infezioni ospedaliere contratte durante la degenza all'ospedale civile
PESCARA. Il tribunale civile di Pescara ha condannato la Asl pescarese a risarcire i familiari di una donna, morta a 73 anni il 27 giugno 2022, per una serie di infezioni ospedaliere contratte durante la degenza all'ospedale civile pescarese, tra il febbraio e il maggio di quell'anno. Il decesso, che avvenne poi all'ospedale di Popoli, per il giudice Patrizia Medica è da ascrivere, in via esclusiva, alla responsabilità dei sanitari che l'avevano assistita durante il ricovero. Una consulenza tecnica d'ufficio disposta nell'ambito dell'Atp (Accertamento tecnico preventivo) richiesto dagli eredi dell'anziana, assistiti dagli avvocati Chiara Rinaldi e Maria Federica Celatti, aveva accertato la responsabilità oggettiva della struttura ospedaliera.
I consulenti Elvira Moccia e Orazio Grassi avevano evidenziato un comportamento negligente e le omissioni del personale sanitario dell'ospedale pescarese. La famiglia aveva chiesto di valutare le mancanze relative soprattutto alle condizioni in cui era stata dimessa dal ricovero all'ospedale di Pescara, con gravi lesioni da decubito e altre patologie, intervenute ad aggravare un quadro già serio di patologie croniche e degenerative. L'Asl era rappresentata dall'avvocato Giulia Di Donato.

