Applausi per D’Alfonso «Pronto per la Regione»

Folla alla convention organizzata dal Pd con l’ex sindaco tornato a fare politica «Non ho risentimenti per il passato, ora datemi una mano a rilanciare l’Abruzzo»

PESCARA. «Luciano, Luciano, Luciano», ha gridato la folla riunita nella sala consiliare per assistere al ritorno di D’Alfonso in Comune. Ieri l’ex sindaco è rientrato a testa alta in municipio, a distanza di oltre 4 anni da quel 15 dicembre 2008 quando venne arrestato dalla Mobile di Pescara. La sentenza che lo assolto, emessa appena tre giorni fa, sembra un fatto superato da tempo. Ora D’Alfonso pensa ad altro. Pensa a recuperare il tempo perduto: da ieri è tornato a fare politica alla grande e già parla come un candidato alle prossime elezioni regionali. Le parole pronunciate durante la convention organizzata ieri dal Pd lo hanno confermato.

L’ex sindaco è arrivato in Comune intorno alle 10,30, mentre una folla lo attendeva con impazienza nella sala consiliare. Lunghi applausi appena entrato. C’erano ex assessori della sua giunta, vecchi e nuovi consiglieri, dipendenti e dirigenti, ma soprattutto tanti cittadini suoi elettori che non lo hanno abbandonato in questi anni di sofferenze in cui D’Alfonso ha usato tutte le sue energie per difendersi da pesanti accuse. In mezzo al pubblico tante le facce note. Si potevano notare l’ex presidente della Provincia Giuseppe De Dominicis; gli ex assessori Tommaso Di Biase, Adelchi De Collibus, Carmine Ciofani; i consiglieri della passata consiliatura Antonio Di Girolamo, Carlo Sprecacenere , Mario Sorgentone; l’ex dirigente Luciano Di Biase, il suo portavoce Marco Presutti; il presidente della Confcommercio Ezio Ardizzi. Assenti invece i parlamentari del Pd.

La convention è cominciata con gli interventi del capogruppo Pd Moreno Di Pietrantonio e dell’ex vice sindaco, ora consigliere, Camillo D’Angelo, il quale ha ripercorso il lavoro svolto dalla precedente amministrazione. Poi, è stata la volta di Marco Alessandrini. Solo poche parole per lasciare subito lo spazio all’invitato clou della manifestazione. Nel suo lungo discorso, durato circa un’ora, D’Alfonso ha parlato di tutto, con un programma da candidato in pectore alle prossime Regionali. Ha parlato dell’atteggiamento avuto da alcuni politici del centrodestra che lo hanno condannato prima della sentenza. «Avrei voluto dire qualcosa quando è stato inaugurato il ponte del Mare, oppure per i 150 anni dell’unità d’Italia, ma non è stato possibile», ha detto, «ciò che è stata più tagliente è stata la guerra contro di me, il nemico. Sono stati dati giudizi in anticipo e ciò non deve più accadere in politica. Ma io non ho risentimenti». Poi ha affrontato i problemi di Pescara. «La manutenzione deve essere un fatto scontato», ha affermato, «non va lasciato solo il comandante del porto a combattere i problemi del dragaggio, va creata un’autorità portuale». «L’aeroporto è a rischio di invalidità», ha aggiunto, «dobbiamo creare le condizioni per renderlo speciale, prima del volo per Medjugorje si deve pensare a quello per Bucarest, perché è lì che ci sono le attività economiche». E poi il discorso è andato sui collegamenti Pescara-L’Aquila, l’Asse attrezzato, le ferrovie, la copertura del teatro D’Annunzio, le aree dell’ex scalo merci. «La gente mi ha sempre votato, perché mantengo le promesse», ha concluso, «ora datemi una mano a rilanciare questa regione».

La convention si è chiusa con una colonna sonora, la canzone di Vasco Rossi «Io sono ancora qua». D’Alfonso, prima di lasciare il Comune si è recato negli uffici di Mascia per andarlo a salutare. Ma i collaboratori del sindaco non lo hanno fatto entrare. «Ora non c’è», hanno risposto.

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