Manomesso il cancello a casa di Domenico Pettinari

7 Maggio 2026

Dopo le minacce sui social, il consigliere comunale denuncia: «Un altro atto intimidatorio nei miei confronti, ma non mi fermo»

PESCARA. I cavi tagliati ancora una volta al cancello automatico di casa. È accaduto ieri al consigliere comunale civico Domenico Pettinari, da tempo nel mirino per attacchi e minacce ricevute anche sul suo telefonino e riconducibili alle sue battaglie per la legalità nelle periferie. «Ho tentato di aprire il cancello automatico di accesso alla mia proprietà», racconta Pettinari, «ma il cancello non rispondeva ai comandi di apertura. Insospettito da quanto accaduto, sono sceso dall’autovettura per un controllo diretto e ho visto che avevano tranciato i cavi elettrici che alimentano il motore del meccanismo di apertura e chiusura». Episodio che per il consigliere appare tutt’altro che casuale. «C’è una chiara volontà di arrecare un danno e, al contempo, di lanciare un segnale intimidatorio», dice, «si capisce dalla modalità con cui è stato compiuto l’atto». Pettinari ha subito segnalato alla Digos l’episodio, già al corrente anche delle minacce via social che nelle ultime settimane lo hanno visto nel mirino.

«È una situazione che oggi non può essere sottovalutata e che sta progressivamente compromettendo la serenità mia e della mia famiglia», dice. «Vivere con il timore che possano verificarsi ulteriori episodi, potenzialmente anche più gravi, rappresenta una condizione difficile da sostenere. La percezione di essere oggetto di attenzioni ostili e potenzialmente pericolose è ormai concreta e palpabile, e impone una riflessione seria su quanto sta accadendo. Al momento, non dispongo di elementi certi per attribuire con assoluta precisione tali episodi a uno o più soggetti determinati, ma è inevitabile collegare quanto sta avvenendo al mio impegno costante negli anni contro le illegalità, in particolare nei quartieri periferici, dove ho più volte denunciato situazioni di degrado, abusivismo e fenomeni riconducibili alla criminalità». Pettinari non si abbatte e va avanti: «Nonostante il clima di tensione, proseguo con determinazione il mio impegno a favore della legalità, nella convinzione che arretrare di fronte a simili episodi significherebbe cedere a logiche che nulla hanno a che vedere con i principi di giustizia e convivenza civile».

Contro le minacce della malavita e per la legalità, Pettinari ha organizzato una marcia per la legalità in periferia. L’appuntamento è il prossimo 15 maggio, alle ore 18, in via Tavo, dietro l’istituto Aterno-Manthonè. Non un punto qualunque della città, ma la strada di Rancitelli su cui da settimane Pettinari si è fatto portavoce di ciò che accade anche alla luce del sole, con il viavai di disperati in cerca di una dose. Il nuovo “Ferruccio” della droga che ruota attorno al civico 229 di via Tavo, dove è attualmente in corso un procedimento di sfratto.

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