Caccia. L’altro dibattito è sulla convivenza coi lupi

Venerdì 17 esperti a confronto a Cepagatti, questi predatori sono sempre più vicini ai centri abitati
CEPAGATTI
Almeno 300 lupi stimati in Abruzzo, a fronte di una presenza nazionale che supera i 3.600 esemplari con un impatto crescente anche sulle attività zootecniche, tanto che negli ultimi anni circa 20mila allevatori in Italia avrebbero cessato l’attività anche a causa della pressione dei predatori. Sono i numeri che accompagnano il dibattito sulla gestione della specie, sempre più diffusa anche vicino ai centri abitati. Mentre resta aperto il fronte dei cervi, in Abruzzo si accende anche il confronto sul lupo, al centro del convegno “L’uomo e il lupo: una coesistenza possibile?” in programma venerdì 17 aprile alle 21 nella sala consiliare di Cepagatti. L’iniziativa punta a mettere a confronto scienza, cultura e territorio su uno dei temi più divisivi degli ultimi anni: la convivenza tra uomo e grandi predatori. Un incontro aperto al pubblico, con spazio anche alle domande dei cittadini, che si inserisce nel solco delle tensioni già emerse sul fronte della fauna selvatica e dei danni alle attività agricole. Tra i relatori Giovanni Todaro, giornalista e naturalista, che affronterà il tema della disinformazione sul lupo e delle “fake news” che, secondo gli organizzatori, caratterizzano parte del dibattito pubblico, e il professor Michele Corti, già docente di Zootecnia di montagna all’Università di Milano, che nel suo intervento rilancerà la necessità di nuove regole per la gestione della specie. Al centro del confronto, la crescente diffusione del lupo anche in aree urbanizzate, con avvistamenti sempre più frequenti lungo le coste e nei centri abitati. Una dinamica che, secondo i promotori, rende il territorio ormai saturo e impone una riflessione sulle modalità di gestione. Il nodo resta quello delle regole. In diversi Paesi europei – dalla Francia alla Germania, fino alla Svizzera – sono già previste forme di abbattimento controllato, mentre in Italia le deroghe esistono ma vengono applicate in modo limitato. Un tema che si intreccia con quello della sicurezza pubblica e delle attività zootecniche, sempre più esposte ai danni provocati dai predatori. Non mancano poi i richiami agli episodi più critici: aggressioni, animali domestici predati e lupi sempre più “confidenti”, capaci di avvicinarsi stabilmente alle aree abitate. L’obiettivo dichiarato resta quello di una convivenza possibile, ma fondata su un equilibrio reale tra tutela della biodiversità e difesa delle attività umane.

