Concorsi e parenti in Comune: gli esposti di un “corvo” sul tavolo della Procura

Pescara: tra gli atti dell’inchiesta anche due informative partite da dentro il Comune
PESCARA. Sarebbero due gli esposti finiti al vaglio della Procura di Pescara, partiti nei giorni scorsi direttamente dagli uffici del Comune. Un “corvo” che, a conoscenza dei fatti, avrebbe deciso di rompere il muro di silenzio segnalando agli inquirenti presunti movimenti anomali e irregolarità amministrative, con particolare riferimento alle graduatorie e alle assunzioni dei concorsi comunali. Gli esposti, lunghi e dettagliati, farebbero dunque parte degli atti dell’inchiesta piombata sul Comune di Pescara, in concomitanza dell’eccezionale periodo in cui è ripresa la campagna elettorale e 14.382 pescaresi sono stati chiamati alle urne in 23 sezioni per rieleggere il sindaco di Pescara dopo le irregolarità riscontrate da Tar e Consiglio di Stato alle scorse elezioni amministrative del giugno 2024. Ma il caos in Comune avrebbe già smosso una reazione. Negli ultimi giorni di dicembre, alcune assunzioni sono seguite a un’eccezionale riorganizzazione del personale con dipendenti e funzionari che ruotano tra i diversi uffici. Un semplice riassetto o, forse, l’inizio di una caccia al corvo che, protetto dalla barriera dell’anonimato, ha denunciato agli inquirenti presunte anomalie amministrative.
LA DENUNCIA DEL CORVO Il corvo che “volteggia” negli uffici del Comune avrebbe prodotto due esposti, inviati al vaglio della Procura della Repubblica di Pescara. Poco prima di Natale è stata spedita la prima informativa, proprio in concomitanza delle polemiche scoppiate in Consiglio comunale per i nomi spuntati nelle graduatorie pubblicate sull’Albo pretorio dal Comune di Pescara. In lizza, tra i candidati idonei ai concorsi, sono apparsi nomi vicini ad amministratori pubblici in carica per affinità familiari e politiche. E sono queste proprio alcune delle segnalazioni che il corvo del Comune, informato dei fatti quotidiani, avrebbe messo a conoscenza degli inquirenti. Una narrazione che adesso rientra negli atti della polizia giudiziaria della Procura che, nei giorni scorsi, si è presentata in Comune per un blitz negli uffici del Personale. Dopo diverse ore di ispezione e, con non poca difficoltà, gli inquirenti sono andati via con atti e documenti pubblici: tra questi quelli relativi a concorsi e assunzioni.
CAMBIA IL PERSONALE È il 30 dicembre 2025 quando con disposizione direttoriale, la numero 39, i neo assunti sono stati assegnati tra i vari uffici dei settori comunali. Nello stesso giorno, il documento parla anche di «rimodulazione» di alcuni incarichi. Entrando nel merito del documento, firmato dal vice direttore generale Giuliano Rossi, con «decorrenza immediata» otto dipendenti neo assunti vengono dislocati tra i settori, in qualità di architetti (due), educatori dell’infanzia (due), geometri (quattro). Il dirigente poi «dà atto» di confermare nei settori alcuni dipendenti «all’esito del nuovo inquadramento», mentre ne colloca altri in nuovi settori. Per ognuno di loro, la destinazione è quella dei «compiti riconducibili alla categoria di appartenenza». La disposizione direttoriale «demanda» poi ai «dirigenti interessati l’adozione degli atti di micro-organizzazione afferenti alle proprie strutture», con l’attenzione anche di «valutare la compatibilità delle mansioni e delle relative attività di sorveglianza sanitaria». Una riorganizzazione di routine o – forse – la difesa del Comune dai dissidenti interni.

