Dall’Imu 5 milioni in più ma l’incasso Tari è un flop

Ecco i primi risultati dei tributi locali versati dai pescaresi nel mese di giugno Il dirigente Dezio: «Troppi soldi dall’imposta sulla casa, avvieremo un’indagine»

PESCARA. Volano le entrate Imu del Comune. Per la prima volta l’imposta sulla casa ha fatto registrare un aumento degli incassi di oltre 5 milioni di euro, rispetto alle previsioni. Una cifra talmente alta che ha meravigliato gli stessi uffici tecnici comunali, sprovvisti al momento di assessore di riferimento dopo le dimissioni, due settimane fa, di Bruna Sammassimo, al punto che ora verranno effettuate delle verifiche per capire che cosa è accaduto. In un periodo di crisi economica, del resto, le entrate tendono a scendere e non ad aumentare.

Tutto come previsto, invece, per la Tasi. Mentre per la Tari il gettito è molto basso, ma bisogna considerare che ci sono migliaia di cittadini che non hanno pagato alla scadenza del 30 giugno scorso, perché non hanno ancora ricevuto i bollettini.

Ecco i risultati degli incassi delle tasse locali nel primo semestre di quest’anno. Cifre ancora non ufficiali fornite dalla Ragioneria e rese note dal vice presidente del consiglio comunale Eugenio Seccia.

La sorpresa dell’Imu. Nessuno in Comune si aspettava un andamento del genere per ciò che riguarda l’Imu. Il pagamento della prima rata ha fatto registrare un incasso di ben 20.550.623 euro, contro una previsione di circa 15.000.000 di euro. La differenza, rispetto al previsto, è di 5.550.623 euro in più.

A che cosa è dovuto questo incremento inaspettato? Inizialmente gli uffici hanno parlato di un aumento del gettito dovuto a due motivi: la cancellazione delle agevolazioni e degli sconti, riservati ad alcune categorie di contribuenti, decisa dall’amministrazione comunale nel maggio scorso; e un aumento della base imponibile per effetto degli accertamenti avvenuti l’anno scorso nella lotta all’evasione fiscale. Ma queste spiegazioni non hanno convinto Guido Dezio, direttore del dipartimento Attività amministrative e capo di gabinetto del sindaco. «Il gettito è troppo alto e non è giustificato dall’aumento dell’imposta, potrebbe esserci qualche errore da parte della tesoreria del Comune o dell’Agenzia delle entrate», ha affermato, «effettueremo dei controlli per capire meglio che cosa è accaduto». Improbabile appare anche l’ipotesi che alcuni contribuenti abbiano deciso di pagare subito l’importo complessivo annuo dell’imposta sulla casa, invece di dividerlo, come di solito avviene, in due rate.

Infatti, appare troppo strano un aumento così sostanzioso del gettito in un periodo di crisi in cui tante famiglie che non ce la fanno nemmeno ad arrivare alla fine del mese con lo stipendio. Fatto sta che ora quei soldi in più non potranno essere utilizzati fino a quando non ci sarà la garanzia che facciano parte effettivamente del gettito Imu.

Tasi secondo le previsioni. L’altra imposta sugli immobili, invece, non ha destato sorprese. Il gettito della Tasi appare in linea con la cifra programmata dagli uffici dell’ente. L’incasso della prima rata, versata dai contribuenti alla scadenza del 16 giugno, ammonta a 5.164.000 euro, ossia quasi la metà dell’entrata complessiva annua iscritta in bilancio di 10.400.000 euro. Questo significa che la percentuale di evasione non è di fatto aumentata rispetto all’anno passato. Anzi, un lieve miglioramento c’è stato, perché l’anno scorso il Comune ha incassato 9.077.000 euro, cioè 1.323.000 euro in meno del previsto.

Il flop della Tari. I dati della tassa sui rifiuti sono ancora provvisori, perché ci sono ancora contribuenti che devono versare l’imposta. Il pasticcio dei bollettini arrivati in ritardo o, addirittura, per niente nelle case dei cittadini ha sicuramente influito sull’andamento del gettito. Così, il dato ancora provvisorio indica un incasso di 6.700.000, a fronte di una previsione di entrata di 12.000.000. Bisogna considerare, inoltre, che alcuni contribuenti potrebbero aver deciso di versare solo la prima rata, anziché in un’unica soluzione. Per questo, per avere il dato corretto si dovrà attendere la fine dell’anno.

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