Di Pietro all’Aquila: «Voto Sì»

12 Marzo 2026

Si avvicina il referendum

L’AQUILA

«Voto Sì perché sono una persona “informata sui fatti”, come si direbbe in tribunale». Così Antonio Di Pietro, già magistrato del pool di Mani Pulite, ha spiegato all’Aquila le ragioni del suo sostegno alla riforma della giustizia promossa dal governo e sottoposta a referendum il 22 e 23 marzo.

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Di Pietro è intervenuto nella sala lignea del Palazzetto dei Nobili insieme al sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, in un incontro moderato dall’avvocato Fabio Alessandroni e dedicato ai contenuti della cosiddetta legge Nordio, che ha al centro la separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante.

«Ho fatto il pubblico ministero, ho fatto il poliziotto, faccio l’avvocato. Ho fatto l’indagato, l’imputato, la parte lesa, la parte civile, mi manca solo il condannato», ha detto Di Pietro. «E una cosa ho capito: quando si entra in aula di giustizia, sia che tu sia imputato sia che tu sia parte lesa, hai bisogno di avere davanti un giudice terzo perché così dice la Costituzione».

Secondo l’ex magistrato oggi «c’è un problema: il primo e il terzo sono fratelli di sangue e decidono insieme cosa fare del loro futuro». Da qui la necessità della separazione delle carriere. «Forse è meglio che l’arbitro faccia parte della famiglia degli arbitri e il giocatore di quella dei giocatori».

La riforma prevede anche lo sdoppiamento del Consiglio superiore della magistratura e l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare. «È meglio che nei due consigli superiori ci vadano magistrati competenti», ha aggiunto Di Pietro, «ma scelti per sorteggio, così evitiamo la solita clientela che porta avanti gli interessi di chi li ha eletti invece di quelli dei cittadini».

All’incontro erano presenti anche il sindaco Pierluigi Biondi, i parlamentari Etelwardo Sigismondi, Guerino Testa e Guido Quintino Liris.