Ortona

Tekne Ortona, la prefettura convoca la Fiom Cgil: annullato lo sciopero

11 Marzo 2026

La convocazione è per venerdì 13 marzo a Chieti: lo sciopero e il presidio annunciati per lo stesso giorno sono stati annullati. Lo ha reso noto il segretario provinciale del sindacato, Andrea De Lutis 

ORTONA. La prefettura di Chieti ha convocato la Fiom Cgil di Chieti per il prossimo 13 marzo nell'ambito della vertenza Tekne spa. Lo sciopero e il presidio annunciati per lo stesso giorno sono stati annullati. Lo ha reso noto il segretario provinciale del sindacato Andrea De Lutis.

"Nel corso dell'incontro la Fiom ribadirà con forza tutte le richieste già contenute nel comunicato diffuso nella giornata di oggi e che hanno portato alla proclamazione dello sciopero di 8 ore con presidio davanti alla prefettura - si legge in una nota del sindacato -. La vertenza Tekne continua infatti a essere caratterizzata da grande incertezza e dall'assenza di un confronto istituzionale presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy, nonostante le ripetute richieste avanzate dalla Fiom Cgil e da diverse istituzioni del territorio. Proprio per questo motivo, durante l'incontro in prefettura, la Fiom Cgil di Chieti chiederà al prefetto di sostenere formalmente la richiesta di convocazione urgente di un tavolo ministeriale presso il MIMIT, unico luogo istituzionale in grado di fare piena chiarezza sulla situazione dell'azienda e sulle prospettive industriali e occupazionali anche rispetto alla golden power applicata la scorsa estate. Riteniamo necessario che su una vertenza così delicata si attivi rapidamente un confronto che coinvolga Governo, azienda, istituzioni territoriali e rappresentanze dei lavoratori, affinché si possano garantire trasparenza, certezze e prospettive per le lavoratrici e i lavoratori della Tekne. Il nostro obiettivo - conclude la nota- è quello di arrivare in maniera rapida sul tavolo ministeriale, già da oggi possiamo annunciare che se questo non dovesse accadere in tempi stretti saremo costretti ad andare a Roma con tutti i lavoratori".