È scontro sui semafori col T-red, Masci: «Nessuna marcia indietro»

I consiglieri del Pd accusano l’amministrazione di aver preso in giro i pescaresi e citano Pinocchio, e il sindaco: «Valutazioni tecniche in base alla sicurezza. E poi non si sanziona più il cambio di corsia»
PESCARA. «Una promessa elettorale così solenne sconfessata appena un anno dopo le elezioni: il 14 marzo in piena campagna elettorale il sindaco annunciò lo spegnimento dei semafori T-red, oggi invece ne rinnova il contratto. È il momento che il sindaco e i suoi alleati spieghino ai pescaresi per quale ragione hanno deciso di fare questa clamorosa retro marcia che dimostra come abbiano voluto prendere in giro i pescaresi spudoratamente». L’invito arriva dai consiglieri comunali del Pd Piero Giampietro, Giovanni Di Iacovo, Francesco Pagnanelli, Michela Di Stefano e Marco Presutti che il giorno dopo la notizia della proroga del T-red (il contratto è in scadenza domani) hanno confezionato l’immagine di Pinocchio con il naso allungato dalle bugie, i simboli dei partiti di maggioranza e i titoli del Centro prima e dopo le elezioni: “Masci: pronto a togliere i T-red” del 14 marzo 2024, e “Masci va avanti con i T-red” di ieri.
DOV’È IL CONTASECONDi?
«Gli effetti del T-red sulla sicurezza delle strade pescaresi è stato pari a zero», sottolineano i consiglieri del Pd, «e né il sindaco, né i suoi assessori, né i consiglieri di maggioranza hanno ancora spiegato per quale ragione a Pescara non è stato installato ancora il contasecondi, che sarebbe certamente uno strumento per prevenire incidenti e sanzioni. La verità», incalzano dall’opposizione, «è che il centrodestra vuole continuare a far cassa sui pescaresi infischiandosene della sicurezza, perché è scritto nero su bianco che gli incroci più pericolosi sono altri rispetto a quelli molto redditizi individuati per installare i T-Red». E rimarcano: «Che la sicurezza non sia una priorità, ma una scusa per fare cassa, è dimostrato anche dalla totale assenza di interventi sulle strade che hanno visto incidenti mortali, e anche sul fatto che a pochi giorni dall’avvio delle scuole non si vede alcun intervento per le strisce pedonali ormai scomparse. Chiederemo spiegazioni in consiglio comunale e in ogni sede istituzionale perché siamo di fronte ad una insostenibile presa in giro nei confronti di tutti».
ALTRO CHE pinocchio
E subito arriva la replica del sindaco. «Sulla sicurezza non si può scherzare. Invece il Pd scherza eccome», dice Carlo Masci in riferimento alla locandina con Pinocchio, «si diverte a banalizzare tutto ricorrendo addirittura al mondo delle favole. Ma poi quando si verificano gli incidenti stradali, con conseguenze anche mortali, piangiamo tutti». E spiega: «Riportare le scelte di oggi alle dichiarazioni di un anno e mezzo fa, come fa il Pd, vuol dire mistificare la realtà perché oggi le condizioni di contesto sono totalmente cambiate».
NON C’è PIù IL CAMBIO DI CORSIA
«In primis», puntualizza Masci, «perché il Governo Meloni ha modificato le norme sulle sanzioni ai semafori, eliminando il secondo comma dell'articolo 146 del Codice della strada relativo all'arresto oltre la linea bianca e al cambio di corsia, le due condotte sanzionabili per le quali c'erano più contestazioni da parte degli automobilisti. Dell'articolo 146 del Codice della strada oggi è rimasta solo la sanzione per il passaggio con il rosso (comma 3), che è una delle condotte che creano più allarme sociale, e più perniciose quando si valutano le cause dei sinistri stradali. Non rinnego quello che ho detto nel 2024, cioè che avrei chiesto di valutare al comandante della Polizia locale lo spegnimento delle telecamere nei semafori dove erano stati ottenuti risultati di diminuzione degli incidenti, infatti quello ho fatto».
VALUTAZIONI TECNICHE
E se ha cambiato idea, ecco perché: «Le valutazioni alla base della scelta di proseguire con le telecamere sono state tecniche, riconducibili alle indicazioni della Polizia locale. Nel momento in cui ho chiesto un approfondimento sui semafori intelligenti e sulla opportunità o meno di continuare ad utilizzare la videosorveglianza in determinati incroci, la risposta è stata chiarissima: i semafori intelligenti hanno consentito di rendere più prudente la guida degli automobilisti e di ridurre l'incidentalità, permettendo di aumentare la capacità di controllo della polizia locale. Di qui», spiega Masci, «la scelta di continuare a sfruttare le potenzialità di questi strumenti che, ricordo, ci vengono sollecitati dai cittadini ogni giorno».
UNA CITTà DI TELECAMERE
Non solo telecamere ai semafori, ma anche quelle per la sicurezza e quelle contro gli incivili: sono 700, ricorda il sindaco, le telecamere in città. «Poi forse ci sono telecamere che piacciono di più e altre meno, ma il tema è la sicurezza non la “simpatia” degli strumenti utilizzati», sottolinea. «Tra l’altro, e il Pd lo sa bene, alcuni semafori intelligenti sono stati spenti eccome da molti mesi, in via Michelangelo, via Conte di Ruvo e piazza Le Laudi». E infine: «Le telecamere ai semafori aiutano a controllare se sussistono irregolarità con l'assicurazione, altra condotta che ha conseguenze pesanti in caso di incidenti». Quindi: «Mantenere la videosorveglianza ad alcuni semafori risulta uno strumento efficace. Le scelte dell’Amministrazione non sono né punitive né vessatorie né seguono il principio dell'acchiappavoti come pensa il Pd».