«Ecco il nostro Ironman insieme a un malato di Sla»

I podisti della Nuova Atletica Montesilvano raccontano in prima persona la prossima impresa «Il 9 giugno porteremo con noi in gara un amico disabile grazie a canoa e carrozzina speciali»

Sono un podista, faccio parte della squadra Nuova Atletica Montesilvano, gruppo podistico nato nel 1981 che conta oggi circa 50 iscritti. Il presidente, Raffaele De Vincenzo, grande podista e punto di riferimento della squadra, si è sempre fatto promotore di tante iniziative, comprese trasferte di maratone internazionali. La principale componente della nostra squadra è l’amore per lo sport, senza limite d’età e con un marcato spirito positivo che spesso finisce nella goliardia. Insomma, si corre sorridendo in un clima amichevole e familiare.

Tra un chilometro e l’altro, mi è venuta un’idea apparentemente “bizzarra”: aderire all’Ironman del 9 giugno prossimo con voglia e spirito diversi dal solito e condividere la gioia dell’arrivo con chi non può farcela da solo. Così, ho deciso di lanciarmi una sfida e di coinvolgere la squadra nella mia “bizzarra” idea: «Ce la faremmo a coprire l’intero percorso con un disabile al seguito? Sì, ma chi potremmo coinvolgere?». Poi la brillante idea di mia figlia Evelyn: «Papà, perché non coinvolgi il tuo amico Gianni?».

Per chi non lo conoscesse, Gianni Fargione é un podista di fama che ha solcato le strade di Pescara e dei circuiti internazionali anche con la bandiera della Nuova Atletica Montesilvano fino a quando un referto medico ha sentenziato la malattia disabilitante e incurabile della Sla. Oggi, anche se disabile, Gianni continua ad avere un animo da guerriero. Così parla di sè: «La disabilità mi accompagna nel ruolo di marito, padre, imprenditore e sportivo: sono caparbio e convinto che, sebbene per la mia malattia non ci siano cure, le mie giornate possono trascorrere serene. Mi sento fortunato perché sono circondato dall’affetto della mia famiglia e dei miei amici e dalla professionalità dei medici, e tra tutti un affettuoso ringraziamento va alla neurologa Margherita Capasso».

Sono state le parole di Gianni a farmi capire che l’idea non era poi così “bizzarra”. Al contrario, sarà un’esperienza unica, da cui imparare molto: «Anche se convivo con una realtà durissima, voglio dare forza, coraggio e serenità a tutti, nessuno escluso», dice Gianni. E sono state proprio queste parole a convincere tutti noi che stavamo facendo la cosa giusta. Così, grazie all’impegno di tutta la squadra e alla collaborazione di chi ha voluto sostenerci in questa sfida, abbiamo trovato il modo, pratico e sicuro, per permettere a Gianni di partecipare alla gara. Per la frazione di corsa sarà mio l’onore di condurre per 21 chilometri la carrozzella di Gianni, realizzata apposta per l’evento. Per la frazione di nuoto, Gianni sarà in canoa al fianco di Graziano Wade che trainerà, con la sola forza delle braccia, la canoa per i 1.900 metri del percorso. Graziano da podista di successo – l’ultramaratona del Trasimeno di 58 chilometri l’ha percorsa in sole 5 ore e 10 minuti – si trasformerà in nuotatore per amore della squadra. Purtroppo, per la frazione di ciclismo, Luciano Di Marco gareggerà da solo. Podista per decine di maratone internazionali, ma anche valido ciclista, in questa edizione Luciano inforcherà la bicicletta per i 90 chilometri delle colline pescaresi. Abbiamo deciso di non far percorrere a Gianni la frazione bicicletta per motivi di sicurezza e per evitare di mettere a rischio la sua incolumità. Le buche sulle strade potrebbero procurargli una caduta o, comunque, sollecitazioni dannose.

Gli altri componenti della squadra, a me piace chiamarli “angeli custodi”, saranno impegnati nel fornire a Gianni l’eventuale assistenza che dovesse rendersi necessaria: Giorgio Di Silvestre e il medico Valente Dionigio affiancheranno la canoa di Gianni per assisterlo in caso di emergenza in mare, gli altri lo accompagneranno passo passo per la logistica degli spostamenti con il caloroso incoraggiamento che merita avendo dimostrato così tanto coraggio.

Io e i miei compagni di gara abbiamo partecipato anche l’anno scorso alla precedente edizione dell’Ironman di Pescara, con soddisfacenti risultati (sotto le 5 ore) ma quest’anno il nostro risultato sarà impareggiabile perché siamo certi di vincere la sfida più importante, quella della vita.

Voglio ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questa iniziativa, in particolare l’Agenzia Nazionale Sicurezza sul Lavoro srl di Montesilvano e la Ortopedia Prodiesan Hub srl di Pescara che ha progettato e realizzato, tempestivamente e con particolare attenzione tecnica, la carrozzella di Gianni necessaria per percorrere la frazione podistica. Tante sono le state le persone che ci hanno sostenuto e incoraggiato nell’affrontare questa sfida: un ringraziamento speciale va anche a loro. Tra queste Camillo, Claudia e Michele Russo, amministratore della società Wecan che organizza l’Ironman.

Non penso che stiamo facendo qualcosa di speciale: stiamo semplicemente facendo quello che vorremmo che qualcun altro facesse per noi se fossimo al posto di Gianni. Perché purtroppo la vita, così come nello sport, ci regala momenti di gioia e momenti meno felici, ma non per questo bisogna rassegnarsi e mollare. Gianni non l’ha fatto e ha insegnato a tutti noi che la vita può essere crudele ma non per questo va buttata via: anche nelle sue avversità, va accolta e vissuta al massimo con gioia ed entusiasmo. «Mi sento in dovere di essere felice, di sorridere a tutti voi», ecco le sue parole. E io allora vi dico: aspettateci all’arrivo.

*podista del gruppo

Nuova Atletica Montesilvano

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