Evasione fiscale e fatture fittizie, c’è la richiesta di processo per 37 persone

Al centro dell’organizzazione, un commercialista pennese e alcuni stretti collaboratori del suo studio. Sono 153 i capi di imputazione contestati agli imputati e a 6 società che avrebbero prodotto atti falsi
PESCARA. Una mega evasione fiscale attuata da una associazione per delinquere a struttura piramidale con in testa un consulente fiscale di Penne, personaggio molto noto nel suo paese di origine, che è stato anche presidente del collegio sindacale di Abruzzo Sviluppo (nel 2017) e segretario del Pd di Penne. Una corposa inchiesta portata a termine dal pm Fabiana Rapino con il prezioso ausilio della Guardia di finanza.
Parliamo di una richiesta di rinvio a giudizio composta da oltre 200 pagine, con 153 capi di imputazione a carico di 37 imputati (originariamente erano 50) e 6 società. Il reato associativo pesa sul capo dei cinque personaggi chiave dell'inchiesta, partendo da Luciano Procacci che la procura ritiene essere dotato di «elevata professionalità e profonde conoscenze tecniche», che avrebbe fornito «costantemente nel tempo una serie innumerevole di servizi professionali a vantaggio di terzi, avvalendosi del contributo dei vari componenti dell'associazione, predisponendo una serie indeterminata di documenti fiscali fittizi».
Gli stretti collaboratori del commercialista sono Gianluca D'Antonio e Massimiliano Pellegrini che dividono il reato associativo insieme a Gabriele Buttari e Desi Cantagallo. I documenti fittizi sarebbero stati emessi da società o ditte «esistenti ovvero esistite, comunque ignare di loro fatture attive, puntualmente utilizzate dai soggetti economici clienti dello studio professionale, gestito unitamente a Buttari e Cantagallo».
Lo stesso commercialista Procacci (iscritto all'Ordine di Pescara) avrebbe poi usufruito del rodato meccanismo utilizzato per permettere la commissione di una lunga serie di frodi e delitti tributari, per beneficiare, tramite l'omonima ditta individuale, di false fatture «per conseguire illeciti profitti derivanti dall'evidente risparmio di imposte, nonché proponendosi come valido consulente per rendere vane le possibili attività d'indagine, nonché per coprire l'attività dalle possibili aggressioni da parte del fisco».
Buttari e Cantagallo sono due dei collaboratori di fiducia che avrebbero partecipato all'associazione «anche con modalità e in tempi diversi, ma ciascuno comunque svolgendo un ruolo esecutivo e di supporto all'interno dello studio professionale». Così come altrettanto di fiducia erano Pellegrini e D'Antonio, «supportando tutto il progetto delittuoso, nel ricoprire entrambi personalmente la carica di titolari delle omonime ditte individuali, principali emittenti le false fatture aventi la preminente funzione di meri "serbatoi" di prestazioni di servizi, prive di consistenza patrimoniale e finanziaria, oltre che di ogni struttura logistica ed amministrativa, inadempienti sia agli obblighi di versamento dei contributi previdenziali/assistenziali, che fiscali, con ingenti debiti iscritti a ruolo, nonché nell'emettere false fatture sfruttando partite Iva di soggetti economici esistenti, ma ignari dei rapporti d'affari documentati a loro insaputa».
Insomma, stando all’accusa, Procacci sin dal 2016, avrebbe utilizzato, all'insaputa dei suoi stessi clienti, le loro società per mettere in atto quella lunga serie di frodi e delitti tributari. Nel corso dell'inchiesta il pm aveva chiesto anche la misura cautelare per Procacci, Buttari e Cantagallo, che venne però rigettata dal gip, passando poi a chiedere ed ottenere una serie di sequestri preventivi e finalizzati alla confisca per circa un milione di euro. Le società coinvolte, per la violazione della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche sono: Gs Tipografica snc, Edil Mag srls, Pharm Consulting slrs, Cr Tras srl, Co.Re.Tras srl e Damanzi srls. Ora tutti i personaggi coinvolti, società comprese, assistiti da un nutritissimo collegio difensivo, dovranno presentarsi davanti al gup Giovanni de Rensis il 10 novembre prossimo.
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