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“Frosinone c****e. Quella telecronaca tifosa che ha fatto la storia

17 Marzo 2026

Alle 21 su Rete 8 l’appuntamento con il programma sul racconto di Marcozzi. Tra i protagonisti i maestri della telecronaca come Pierluigi Pardo e Raffaele Auriemma.

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Come un gruppo di vecchi amici che rivangano i bei tempi andati. Ci si ritrova dopo tanti anni e quasi ci si stupisce di non vedersi cambiati. È questa l’atmosfera che si respira al “Frosinone culone Memorial day”, l’evento speciale che andrà in onda stasera alle 21, su Rete8, per celebrare i trent’anni esatti dal 17 marzo 1996, quando Francesco Marcozzi, l’inconfondibile voce del Giulianova Calcio, rese la partita contro i ciociari un pezzo di storia del racconto calcistico italiano. «Arrestate il guardalinee, Rai, Sky intervistatelo»; «Cornuto, cornutooo»; «Fuorigggiocoooo». Sono le parole d’ordine del vangelo del racconto simpatetico. Chi legge queste frasi, probabilmente, lo fa con la voce di Marcozzi. Il video, rilanciato per la prima volta dalla Gialappa’s band, è ancora oggi uno delle clip più virali del trio comico.

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La dimostrazione di quanto questa radiocronaca, apparentemente marginale (era una partita di C2) abbia lasciato il segno. «È stato l’anticipatore della telecronaca del tifoso», è la spiegazione di Giuseppe Cruciani, tra i tanti ospiti della serata. Con lui ci sono anche i mostri sacri del racconto calcistico come Raffaele Auriemma, Pierluigi Pardo e, per il nostro Abruzzo, Massimo Profeta. E ancora il direttore del Centro Luca Telese insieme ai giornalisti Gianluca Lettieri e Francesco Bartola sono i compagni di avventura in questo viaggio nel tempo fino a 30 anni fa.

Non c’è spazio solo per chi quella storia l’ha narrata, ma anche per chi ne è stato protagonista. In studio ci sono Sauro Pugnitopo e Francesco Giorgini, che il 17 marzo 1996 erano in campo. Uno come giocatore, l’altro come allenatore, entrambi in sponda giallorossa.

Pugnitopo ha segnato dei gol decisivi nella sua carriera al Giulianova. Non sono molti, però, a ricordarseli; in tantissimi, invece, hanno stampata in mente una sua giocata apparentemente più banale, un rinvio lungo da metà campo. Come mai? Per l’urlo di Marcozzi in diretta radiofonica: «Allontana Pugnitopoooo». È la forza narrativa del racconto, in grado di imprimere nella memoria immagini molto più forti di quanto gli occhi, da soli, sarebbero in grado di fare.

Ancora più centrale nella storia di questa radiocronaca è un altro ospite della serata, Massimo Assante. Lui con l’Abruzzo, di per sé, avrebbe poco a che fare. Campano, legatissimo alla città di Napoli, non ha mai giocato con alcuna squadra della regione. Se gli abruzzesi, sentendo il suo nome, rispondono «culone» è sempre grazie a Marcozzi. C’era proprio Assante a difendere i pali del Frosinone in quella partita. «Mio figlio oggi ha 38 anni. E ogni tanto ancora me lo fa rivedere», racconta l’ex portiere divertito.

Ma stasera non si celebra soltanto una radiocronaca leggendaria. Si ricorda anche un’altra stagione sportiva. Una in cui il racconto simpatetico del calcio era il modo privilegiato – o almeno il più ascoltato – per seguire le partite, in cui l’imprecazione per un gol mangiato o l’euforia per uno segnato erano il pane quotidiano dei telespettatori. Anche per questo l’appuntamento di stasera ricorda una rimpatriata tra vecchi amici: apre finestre sul cortile del passato e ci ricorda come e perché ci siamo divertiti. Soprattutto, ci interroga su quanto è cambiato il mondo del pallone oggi.