I due anarchici morti nell’esplosione a Roma erano collegati al pescarese Cospito

Le vittime sono Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, entrambi collegati alla stessa area anarchica. La donna, durante il processo Cospito, aveva letto un proclama in suo sostegno
Sarebbero stati legati all’area anarchica del pescarese Alfredo Cospito le due vittime dell’esplosione del rudere nel Parco degli acquedotti di Roma. Le vittime sono Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, entrambi si presume collegati alla stessa area anarchica. La donna, durante il processo a carico di Cospito, aveva letto in aula un proclama in suo sostegno.
L’esplosione, avvenuta a Roma Capannelle, nel Parco degli Acquedotti, ha distrutto un rudere abbandonato nel cosiddetto Casale del Sellaretto. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco.
Il ritrovamento dei due corpi senza vita ha fatto scattare un’imponente operazione coordinata dalla magistratura e che ha visto coinvolti Polizia di Stato, Carabinieri, Digos e Scientifica. Sarebbe apparso subito evidente che non si trattava di un’esplosione accidentale, una bombola di gas o altro, ma di un probabile ordigno artigianale che i due stavano maneggiando. Uno dei due corpi presentava la mutilazione traumatica di un braccio, un elemento che ha rafforzato l’ipotesi di ella presenza di una bomba in fase di confezionamento.
Il fatto sarebbe accaduto giovedì sera, l’esplosione improvvisa avrebbe fatto sollevare il tetto del casale, provocandone poi il crollo.
Il ritrovamento dei corpi è avvenuto solo la mattina dopo: un frequentatore abituale del parco ha notato il rudere crollato e ha dato l’allarme. Gli investigatori stanno recuperando tutto ciò che potrà essere utile a chiarire la dinamica dei fatti. Il Casale del Sellaretto, oggi proprietà privata della famiglia Gaetani d’Aragona, era nato come casa cantoniera lungo la tratta Roma-Frascati voluta da Papa Pio IX, poi finito in stato di abbandono.
COSPITO. Alfredo Cospito è un anarchico italiano noto per il suo coinvolgimento in azioni violente e insurrezionaliste. E' stato collegato alla Fai-Fri, Federazione anarchica informale-Fronte rivoluzionario internazionale, responsabile di attentati esplosivi in Italia.
Pescarese, classe '67, Cospito è il primo caso di un anarchico al 41 bis. Dal 2022 è sottoposto alla misura di carcere duro normalmente riservata a mafiosi e terroristi. In protesta contro questa detenzione estrema, Cospito ha intrapreso un lungo sciopero della fame, durato quasi sei mesi, attirando attenzione mediatica nazionale e internazionale.
MA CHI È? Cospito è considerato «ideologo», «elemento di spicco», «principale esponente» degli anarchici, è lui la mente della Fai, il sostenitore «del metodo esplosivo e dell’azione armata». Cospito ha passato metà della sua vita a Pescara: abitava in un palazzo della Marina nord con le finestre che guardavano verso il monumento della Madonnina.
«INFLUENCER» Per il deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, Cospito è un terrorista: in un intervento alla Camera che ha acceso le polemiche, il vice presidente del Copasir ha detto che Cospito è «un influencer della mafia per l’abolizione 41 bis». Altri lo dipingono in maniera diversa: in un appello al ministro della Giustizia Carlo Nordio, attori, musicisti e personaggi dello spettacolo come Valerio Mastandrea, Jasmine Trinca e i 99 Posse, si sono schierati con Cospito: «La lotta di Alfredo ci chiama a ragionare sul senso di umanità e di utilità delle leggi del nostro Paese, sull’evidente dismisura tra reato e pena. Lo accusano di aver commesso una strage più grave di quella di Capaci e via D’Amelio. Lo accusano di un attentato che però non ha causato né morti né feriti».
CURRICULUM GIUDIZIARIO È lungo il suo curriculum giudiziario: Cospito è stato arrestato per l’attentato del 7 maggio 2012, a Genova, all’allora amministratore delegato dell’Ansaldo Roberto Adinolfi; poi un altro arresto nel 2016 in un’inchiesta su attentati e pacchi bomba ai politici: contestate 50 azioni terroristiche in 13 anni, compresi gli ordigni sotto casa di Romano Prodi (nel 2003 presidente della Commissione europea) e i pacchi esplosivi inviati agli ex sindaci di Bologna Sergio Cofferati e Torino Sergio Chiamparino; Cospito è accusato anche dell’attentato nel 2006 contro la Scuola carabinieri di Fossano (Cuneo).
LA PRIMA VOLTA Ma la sua prima azione riporta al 25 agosto 1991 quando decise di emergere dall’anonimato del movimento cittadino della sinistra e mettersi alla testa di un drappello di ragazzi con in testa un sogno o meglio un’utopia: occupare l’ex Aurum per farne un centro sociale autogestito. «Ci definiamo anarchici e siamo venuti a Pescara ad occupare l’ex Aurum per solidarizzare con gli altri movimenti di occupazione in atto nel resto d’Italia e d’Europa», queste le parole dei giovani, di Pescara, Roma, Bologna, Milano, Foggia, Napoli, Bari e Torino riportate dal Centro dell’epoca. Un sogno durato tre giorni: poi Cospito fu arrestato e lasciò la città per andare a Torino e diventare il capo indiscusso degli anarchici.

