Il Centro compie 40 anni, anche Masci applaude: «Un punto di riferimento»

foto di Giampiero Lattanzio

4 Luglio 2026

Il sindaco di Pescara: «Che magia quel 1986 con l’icona del giornalismo Zatterin a dirigere il quotidiano che fu una grande conquista per tutta la nostra regione»

PESCARA. Tra le autorità intervenute ieri mattina alla festa in redazione c’è stato anche il sindaco di Pescara Carlo Masci, che ha voluto rimarcare l’importanza del legame del Centro con il territorio e della sua vocazione a tutela della notizia quotidiana.

Sindaco Masci, cosa ricorda dell’esordio in edicola de l Centro?

«Era il 1986, io ero un giovane 28enne che accolse con grande curiosità l’uscita di un quotidiano nato in e per l’Abruzzo, ma era soprattutto pescarese, dietro la regia di un’icona del giornalismo quale Zatterin. Erano gli anni in cui a Pescara si respirava un clima di crescita per una città di provincia che stava andando sempre di più alla ribalta nazionale. Le posso confermare che fu una grande conquista per tutta la regione disporre di un organo d’informazione che ci apriva al mondo, quando non esistevano ancora i social e occorreva documentarsi sulla carta stampata per vedere cosa accadeva intorno a noi. Ricordiamoci anche che le televisioni commerciali non erano ancora quelle di oggi, la stessa Mediaset si stava strutturando in quel periodo. Insomma, come tutti i pescaresi ho vissuto con grande entusiasmo la fondazione di questo quotidiano».

Possiamo dire che l’ha accompagnata fino all’ingresso in politica?

«Assolutamente sì, quelle aspettative su un giornale che prometteva una svolta epocale nell’informazione abruzzese si rivelarono più che fondate. Poi, dal 1994, quando entrai in politica, è diventato un compagno di viaggio che resta accanto a me fino ad oggi».

Quanto l’informazione del Centro l’ha aiutata a svolgere meglio il suo impegno amministrativo?

«Direi tantissimo. Chi fa politica, vive sempre con il giornale davanti. Quella sensazione di svegliarsi ogni mattina con l’ansia politica di scoprire cosa uscirà sul giornale, nel bene e nel male, è stata una costante nei miei 32 anni d’impiego nel Comune di Pescara. Poi, se dovesse essere stilata una classifica, credo che sarei tra i primi tre personaggi più citati nei titoli e negli articoli nella storia de Il Centro».

Invece, come ha reagito quando forse qualche servizio non è stato proprio lusinghiero nei suoi riguardi?

«Sarò sincero nel dirle che questo quotidiano non ha mai avuto una linea politica che fosse orientata verso l’area di centro-destra e di Forza Italia nello specifico, il partito in cui ho sempre militato, ma va altrettanto riconosciuto che in questi quarant’anni ha dato spazio a tutti. In tante occasioni mi ha dato visibilità, in altre invece le ricostruzioni effettuate non mi hanno favorito. Un po’ come in occasioni del 2003 quando, nella campagna elettorale per il Comune, ha influenzato l’opinione pubblica a favore del candidato Luciano D’Alfonso. Sono un uomo di mondo e rispetto sempre e comunque le parti».

Si è parlato di passato e presente. Invece cosa si augura per il futuro?

«Auguro a questa testata di continuare ad essere un punto di riferimento di un Abruzzo che sta crescendo a livello di infrastrutture, con un tessuto imprenditoriale importante. Il taglio dato negli ultimi anni dal direttore Telese è di portata nazionale e internazionale. È importante poter trovare sia notizie locali sia approfondimenti su temi di carattere mondiale. Quindi, auspico che si possa crescere in queste due direzioni, restando al centro della vita degli abruzzesi».

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