L’Aca paga 70 milioni di debiti: «Abbiamo evitato il fallimento»

Annuncio di Brandelli ai sindaci: «Siamo fuori dal concordato, chiuse le pendenze e investito tanto» Finora la tariffa non è aumentata ma il caro bollette incombe: nel 2023 bisogna pagare 9 milioni in più
PESCARA. L’ultima rata è stata pagata il 30 novembre. E con quel passaggio si è chiuso positivamente il cerchio del concordato preventivo, che quando fu promosso rappresentava una novità assoluta per le società in house. L’Azienda consortile acquedottistica (Aca) «ha pagato tutti i 70 milioni di euro di debiti e ha effettuato altri 70 milioni di investimenti (tra manutenzioni e acquisti di apparecchiature)», ha annunciato ieri Giovanna Brandelli, presidente dell’Aca all’assemblea dei sindaci, che ha risposto con un applauso. L’azienda acquedottistica esce così da un tunnel durato sette anni, ma sa già di dover affrontare un 2023 difficile per i costi esorbitanti dell’energia.
«L’Aca», questa la sintesi di Brandelli, «era sostanzialmente una società fallita, oggi è una società che ha onorato i suoi debiti e continua a fare investimenti. Siamo però in un momento di grande stress finanziario, per l’aumento del costo dell’energia: una voce passata, per noi, da 9 milioni a 22 milioni di euro l’anno di cui 13 già pagati e 9 da pagare nel 2023, seguendo un piano di rientro che impegnerà tutto l’anno prossimo. E dobbiamo cominciare a rimborsare i soci, così come era previsto nel piano concordatario».
Per affrontare gli impegni assunti, l’Aca ha lavorato sul «recupero crediti, portato avanti in maniera massiccia, senza incidere sulla tariffa». Ma va detto che nell’ultimo periodo «è venuta meno la capacità di pagare delle famiglie per cui ci sono ancora dei crediti da incassare, ma sono legati alle difficoltà dell’utenza». Quanto alla tariffa, «mantenuta inalterata», può essere «aggiornata ogni tre anni sulla base di una serie di valutazioni e tenendo conto di tutti gli investimenti fatti» nel senso che le spese «vengono riconosciute nella tariffa», così come i mancati investimenti. Per ridurre la pressione derivante dai costi dell’energia, che pesano come un macigno, Aca punta «all’autoproduzione, con la realizzazione di 11 impianti fotovoltaici» per gli impianti di depurazione e di sollevamento, che sono «i principali punti di consumo». E, per farlo, «è stato alienato il 40% di una società che non ci portava profitto per cui destiniamo questo tesoretto all’efficientamento energetico», ha detto ancora Brandelli.
Tra gli obiettivi futuri, anche se «il piano industriale non è formalizzato», c’è «il miglioramento della spesa sui fanghi di depurazione e poi stiamo acquisendo l’impianto di depurazione di Chieti, che attualmente gestisce il Consorzio. Abbiamo anche fatto la migrazione al nuovo software, per superare i problemi con bollette e fatturazione». Un’altra voce sottolineata da Brandelli, in positivo, riguarda la manutenzione, con «migliaia di interventi ogni anno».
Il momento è delicato, l’Azienda procede «con attenzione» ma guarda al futuro con occhi diversi. «È un po’ come essere stati in rianimazione sette anni. Oggi usciamo dall’ospedale e dobbiamo pensare alla riabilitazione, quindi ci muoviamo con massima cautela. E tutti i sindaci hanno capito che dobbiamo agire in un’ottica di efficientamento e che anche la prevenzione delle perdite ci deve vedere coinvolti tutti».
Dopo l’incontro, che ha portato al rinnovo del collegio sindacale (c’era una lista unica) l’assessore Eugenio Seccia, per il comune di Pescara, ha sottolineato «l’ottimo lavoro svolto, che ha messo in sicurezza l’Aca, una realtà che aveva difficoltà di continuità aziendale. L’intuizione dell’allora amministratore unico Vincenzo Di Baldassarre ha permesso di portare avanti un esperimento unico in Italia che ha dato i suoi frutti». Anche Ottavio De Martinis, sindaco di Montesilvano, ha espresso soddisfazione per «la sinergia tra i soci per la nomina del nuovo collegio sindacale», composto da Silverio Salvatore (presidente), Giammarco Marsili (unico confermato) e Alberto Cerretani. «L’auspicio», ha aggiunto, «è che si apra una stagione nuova, dopo un periodo nefasto. Ora le risorse dell’Aca si riversino sul territorio». «Nel 2014», ha ricordato il sindaco di Picciano Vincenzo Catani, «i Comuni rischiavano il disavanzo, per la situazione dell’Aca, per cui ringrazio chi si è succeduto alla guida dell’Azienda, con la struttura e i revisori, che hanno portato avanti un ottimo lavoro».