La lite in strada prima di morire, le ultime ore di vita di Riccardo Zappone: c’è il video

Pescara, la polizia diffonde le immagini: ecco cosa sarebbe accaduto prima dell’arrivo delle pattuglie sul posto. «Violento pestaggio a opera di tre uomini». Poi le 12 scariche di taser sul 29enne e il 118 in questura
PESCARA. Riccardo che barcolla e cade a terra, che si rialza e litiga al centro della strada, visibilmente fuori di sé, contro Paolo e Angelo De Luca e Daniele Giorgini, da martedì scorso agli arresti domiciliari con l’accusa di lesioni aggravate. Sono questi i frammenti di video che ieri la questura di Pescara ha diffuso a mezzo stampa e che dovrebbero ricostruire «le ultime ore di vita del giovane», si legge nella nota che comunica gli arresti domiciliari eseguiti su richiesta della Procura dalla squadra mobile di Pescara, diretta dal dirigente Gianluca Di Frischia. Trentatré secondi di video che mostrano, con i volti pixelati, alcuni uomini avvicinarsi a Riccardo Zappone, 29 anni, morto poco dopo. L’esito dell’autopsia rivelerà poi che il 29enne aveva assunto cocaina. La relazione medico-legale parlerà, infatti, di una “intossicazione massiccia di cocaina” che il giovane aveva assunto quella mattina (in più riprese) prima di andare nell’officina di De Luca, in strada comunale Piana. Ma in quella mattina, ad un tratto arrivano anche i poliziotti a fermare Riccardo che continua a ribellarsi, costringendo poi gli agenti all’uso del taser. Dodici scariche elettriche in pochissimi minuti, dirà ancora la perizia. Poi il trasporto in questura, la corsa del 118 e il cuore di Riccardo che smette di battere, in quella mattina del 3 giugno scorso.
IL VIDEO «L’attività investigativa», dice la nota della polizia, «anche grazie alla preziosa e decisiva collaborazione di alcuni testimoni e all’esame di numerosissimi impianti di videosorveglianza pubblici e privati, ha permesso di ricostruire le ultime ore di vita del giovane». Nel video, da tempo negli atti della Procura, la polizia ricostruisce così quella mattina: Riccardo, jeans e maglia chiara, corre all’indietro; davanti a lui c’è Angelo, meccanico e titolare dell’officina. È la seconda ripresa della telecamera a mostrare un uomo (è Paolo) con la camicia celeste, vicino a una Mercedes bianca in sosta, che insieme ad Angelo tenta di frenare le ire di Riccardo, che sbatte contro il cofano posteriore dell’auto. Riccardo rotola giù a terra. È dopo pochi secondi che nell’immagine entra un terzo uomo, Daniele Giorgini, genero di Angelo: impugna un manico di una scopa e colpisce Riccardo che sbraita senza sosta a terra, al centro della strada. Si avvicina di nuovo Paolo e lo colpisce con uno schiaffo. Angelo è lì vicino e guarda. Poi in tre mettono le mani su Riccardo e accade qualcosa che per la questura è meglio oscurare alla visione pubblica e ricompaiono così i pixel. Ma è la questura a chiarire: «È stato accertato che, circa un’ora prima dell’arrivo della pattuglia della polizia, egli (Riccardo, ndr) avesse assunto un’ingente quantità di stupefacente per, poi, subire un violento pestaggio ad opera di tre uomini». E ancora: «Uno dei quali armato di bastone, al centro della carreggiata stradale, di fronte a passanti e automobilisti».
LA PARTE DUE Il video fornito dalla questura riprende a scorrere, ma l’immagine si dissolve come se il filmato fosse stato tagliato. È in questa nuova frazione che compare un quarto uomo che, insieme ad Angelo, aiuta a rialzare Riccardo che però risponde con calci e pugni. Angelo stringe il piede di Riccardo, mentre altri due, dall’atteggiamento infuriato, fanno per scaraventarsi verso il giovane a terra ma vengono fermati e allontanati prima di colpire. Negli ultimi secondi, Riccardo si muove ancora e si agita. Cerca di rialzarsi. Così finisce il video che racconta la vita di Riccardo prima dell’arrivo della polizia. Cosa accade dopo, però, resta ancora nelle mani degli inquirenti.

