Giulianova

La “vera” destra di Vannacci sbarca anche in Abruzzo: «Noi critici, ma col governo»

25 Febbraio 2026

Sasso e il sindaco di Notaresco Di Gianvittorio lanciano Futuro nazionale: «Vogliamo riportare a votare gli astensionisti». Sui nuovi ingressi bocche cucite

GIULIANOVA. Fuori dalla Lega, ma dentro la maggioranza di governo. Anche se «in maniera critica». Si presenta così in Abruzzo il movimento dei vannacciani, quel Futuro nazionale (Fn) fondato dal generale Roberto Vannacci che si è messo alla spalle il Carroccio per «inseguire il sogno» di una destra autentica e che ieri mattina ha fatto tappa all’hotel Cristallo di Giulianova per mostrare agli elettori di che pasta è fatto. Quale sia questa pasta, però, è difficile dirlo.

A dettare i ritmi della conferenza stampa, infatti, in una sala abitata in buona sostanza solo da giornalisti, sono il deputato Rossano Sasso e Tony Di Gianvittorio, sindaco di Notaresco. Entrambi con un passato vicino a Matteo Salvini ma, appunto, un passato. Il presente si chiama Vannacci e punta dritto alle prossime elezioni nazionali. Da soli o con il centrodestra? Sasso scommette sulla seconda opzione, anche se ammette che la distanza con le anime «liberali» della coalizione – ci mette dentro non solo Forza Italia, ma anche la Lega – è considerevole, e soltanto in Fratelli d’Italia i futuristi riconoscono un «partito conservatore». Il deputato pugliese promette che ciò non interferirà con il lavoro che Futuro nazionale intende fare dentro la maggioranza, ma se la “mezza” apertura della Lega sui diritti civili con l’invito dell’attivista Francesca Pascale alla kermesse di Rivisondoli è stata sufficiente a convincerlo che fosse arrivato il tempo della scissione, c’è da aspettarsi una convivenza ad alta tensione. Specialmente su capitoli caldi come la guerra in Ucraina.

Ad ogni modo, che sia spalleggiando o prendendo a spallate il governo, per entrare in Parlamento i vannacciani dovranno comunque passare per i territori. Per questo Sasso – che è referente del partito per il Centrosud – e Di Gianvittorio lunedì hanno girato l’Abruzzo per una serie di incontri con amministratori locali e semplici cittadini «entusiasti» di aderire al movimento in vista dell’apertura ufficiale del tesseramento, fissata per il 1° marzo. Sui volti dei soldati pronti a entrare nelle fila del generale il riserbo è totale. Nell’hotel giuliese di nuovi adepti non se ne vedono, e su quelli che entreranno nelle prossime settimane («Sono tanti», promette Di Gianvittorio) le bocche sono cucite fino a nuovo ordine. Un nome caldo è quello della consigliera provinciale tortorese Libera D’Amelio, con cui c’è stato un caffè ma, al momento, niente più. «Mi prenderò il tempo che serve per fare le mie valutazioni», dice lei. L’unico dettaglio che trapela è sulla provenienza delle richieste di arruolamento: non solo da FdI e Lega, ma anche dall’ala più moderata del centrodestra e addirittura dal Campo largo, con una fetta di pentastellati scontenti che avrebbero bussato alla porta di Vannacci. Insomma, il collocamento politico non è ancora certo, chi ne farà parte neppure. Che rimane di Futuro nazionale? I valori che ne stanno alla base e la cui difesa ha portato alla rottura col Carroccio. Sasso fa l’elenco: «Dio, patria, famiglia e pace: per noi sono non negoziabili». Ed è sulla famiglia che il deputato punta il dito contro la Lega: «Loro oggi considerano una famiglia qualsiasi forma di unione basata sull’amore; noi definiamo la famiglia come sacra, basata sull’unione di un uomo e una donna». Sarebbero state quindi le idee, e non i calcoli politici, a portare alla scissione. «Non abbiamo fatto un’operazione di palazzo», continua Sasso, «avremmo potuto portare con noi molti colleghi, ma non puntiamo a questo. Siamo orgogliosi di accogliere amministratori come il sindaco Di Gianvittorio e tanti consiglieri comunali che si distinguono per buon governo e risposte ai cittadini. Per costruire un partito bisogna partire dalla base, serve chi è a contatto con la vita quotidiana dei cittadini». E mentre gli uomini del generale chiamano a raccolta l’Abruzzo, il più alto in grado, da Bruxelles – dove ha celebrato l’ingresso di Futuro nazionale in Esn, il gruppo europarlamentare fondato dal partito estremista AfD – lancia la sfida: «Puntiamo a federare le realtà politiche e sociali che credono in una destra vera e ai tanti italiani che non vanno a votare: molti sono di destra», ha detto Vannacci. Difficile non pensare al partito neofascista Casapound, con cui Fn condivide un punto importante del suo programma come la “remigrazione”, cioè il rimpatrio forzato dei migranti irregolari nel Paese d’origine. Non a caso il disegno di legge di iniziativa popolare su questa proposta, che porta la firma della “Tartaruga nera” e di altri movimenti dell’ultradestra come Fronte skinheads del Veneto, Brescia ai Bresciani e Rete dei Patrioti, ha ricevuto l’endorsement di Vannacci. Tra l’altro, il progetto sarebbe dovuto essere presentato alla Camera grazie all’ospitalità di Domenico Furgiuele, leghista considerato vicino al generale e che solo in extremis ha deciso di rimanere ai comandi del capitano Salvini. Alla fine, l’evento è saltato a causa dell’opposizione, che ha impedito l’ingresso ai partecipanti. Il leader di Casapound, Luca Marsella, ha replicato stizzito promettendo che entrerà comunque in Parlamento «grazie al voto degli italiani». Chissà che non avvenga con l’aiuto del nuovo federatore delle destre.