L’azione dei neofascisti di Roseto. Contestati 5 agguati ai migranti

Aggressioni e sassaiole contro gli stranieri, assalti ai carabinieri e chat deliranti: 17 indagati
TERAMO
Ha reso spontanee dichiarazioni al gip, provando a ridimensionare la portata di quelle chat piene di parole d’odio e di disprezzo verso gli stranieri. Ed ha provato a spiegare che non tutto ciò si scriveva lì corrispondeva a reali intenzioni o azioni messe in atto.
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gioventù fascista rosetana
L’assalto ai militari ha dato il via ad un’indagine, coordinata dalla pm Enrica Medori, che ha svelato l’esistenza di un gruppo autodefinitosi “Gioventù fascista rosetana” inserito nel tifo del Roseto basket in chiave violenta. Una violenza che si sposava, almeno stando alla lettura di numerose chat acquisite dagli investigatori, con ideologie di estrema destra: così nelle conversazioni scambiate sul gruppo Whatsapp “Roseto youth”, con circa 40 membri, venivano condivise foto e immagini di stampo nazista, musiche e slogan fascisti. E non solo: la chat veniva utilizzata per sfogare odio verso gli stranieri, in particolare verso i migranti che a Roseto trovano ospitalità nel residence Felicioni. Ma anche verso ebrei, comunisti, omosessuali. Uno spazio virtuale dove sono state anche pianificate aggressioni agli stranieri e dove ci si vantava dell’assalto ai carabinieri di ottobre. L’acquisizione da parte della magistratura di questo materiale ha sollevato un velo su uno spaccato violento di Roseto portando all’iscrizione di 17 persone nel registro degli indagati per diverse ipotesi di reato.
A partire dall’istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, contestata a 14 indagati. Poi ci sono ipotesi di danneggiamento, lesioni personali, resistenza, accensione ed esplosioni pericolose. Degli indagati, solo Lupi è finito in carcere. È considerato dagli investigatori il leader del gruppo, tanto da essere appellato dai suoi amici in chat “il duce”. Altri tre ragazzi sono agli arresti domiciliari, e per loro l’interrogatorio di garanzia ci sarà la prossima settimana; per quattro è scattato invece l’obbligo di dimora a Roseto; mentre per gli altri non sono state disposte misure cautelari.
Assalti, pestaggi e punizioni
Le indagini dei carabinieri hanno appurato, col contributo di un video amatoriale, di chat e di accertamenti investigativi tradizionali, che l’assalto ai carabinieri era stato pianificato e preordinato. Tanto che nella zona vicina al piazzale del palazzetto erano stati nascosti bastoni, spranghe e sassi usati durante l’aggressione. Il mezzo, al cui interno vi erano due militari, è stato accerchiato da almeno venti persone e danneggiato. Accanto a questo episodio, la magistratura contesta al gruppo cinque assalti con sassaiole contro il centro di accoglienza straordinaria (Cas) Felicioni e altre aggressioni mirate per le vie della città a danni di stranieri. Una recentissima ha visto il pestaggio di quattro ragazzi bengalesi lo scorso 21 gennaio: sarebbero stati accerchiati, picchiati e insultati. Pugni, calci, colpi di bottiglia. Due delle vittime hanno riportato ferite con prognosi di diversi giorni. L’episodio sarebbe stato commesso da diverse persone, almeno venti. Alcune sono tra gli indagati nell’inchiesta, altre sono ancora da identificare.
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