San Cetteo, Sant’Andrea e madonna dei sette dolori

Lite sulle feste patronali esentasse

Maggioranza divisa sulla proposta di cancellare il versamento Cosap

PESCARA. La proposta di esentare dal pagamento della Cosap le feste patronali, organizzate dalle parrocchie di San Cetteo, Sant’Andrea e Madonna dei sette dolori, fa litigare la maggioranza. La conferma è arrivata martedì scorso, in consiglio comunale. All’ordine del giorno della seduta c’era, tra i vari argomenti, anche la delibera, presentata dall’assessore al commercio Giacomo Cuzzi, per esentare dal pagamento della tassa le tre parrocchie.

La delibera non è stata esaminata ed è stata rinviata alla seduta di domani, a mezzogiorno, ma all’interno della maggioranza sono emerse lo stesso delle divisioni sull’argomento. Una parte del Pd e Sel hanno mostrato forti perplessità su questa operazione. «Perché esentare tre parrocchie dal versamento della tassa sull’occupazione del suolo pubblico, mentre i cittadini sono costretti a pagare?», è stata la domanda ricorrente. La spiegazione dell’amministrazione comunale è contenuta nella delibera già approvata dalla giunta comunale. «Nella città di Pescara», si legge, «si tengono alcune festività religiose e in particolare la festa della Madonna dei sette dolori, di Sant’Andrea e di San Cetteo, con forte impatto sociale che richiamano una multitudine di persone residenti e non». «Dato il sentito coinvolgimento della cittadinanza ai festeggiamenti di tali ricorrenze», prosegue il testo della delibera, «l’ente ritiene opportuno, quale contributo alla migliore organizzazione degli eventi in questione, proporre l’esenzione ai comitati feste il Canone per l’occupazione del suolo pubblico, in alternativa al contributo in passato erogato». Il Comune, negli anni passati, elargiva contributi complessivi per le tre feste, pari a 64.000 euro, a fronte della Cosap pagata dai comitati feste, pari a 52.533 euro.

In questo modo, l’amministrazione comunale vorrebbe non concedere più i contributi alle tre parrocchie e, nel contempo, agevolarle cancellando la tassa. Questa operazione «comporta degli effetti positivi», è scritto ancora nel provvedimento, «sia per i comitati feste in termini di organizzazione, sia per l’ente quale risparmio derivante dalla mancata erogazione dei contributi in termini di razionalizzazione e contenimento dei costi».

La delibera, quindi, tornerà in aula domani e già si preannuncia uno scontro. Alcuni consiglieri di centrodestra hanno avanzato la proposta di estendere l’esenzione a tutte le parrocchie cittadine, ma non ha riscontrato molte condivisioni. Qualcun altro, invece, ha lanciato l’idea di ridurre il Canone di occupazione del suolo pubblico al 50 per cento per tutte le feste religiose, ma anche in questo caso diversi consiglieri si sono mostrati contrari. (a.ben.)

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