Montesilvano: scambia un mastello per caso, multato dal Comune

Ora il residente protesta: «I contenitori sono identici, può succedere di confondersi, così si paga per altri»
MONTESILVANO. Confonde il suo mastello per la raccolta porta a porta con quello del vicino, il suo originario contenitore resta fuori e lui si ritrova a dover pagare una multa al Comune. È quanto capitato a un residente di Montesilvano, dove negli ultimi tre mesi è in corso l’estensione del servizio di raccolta differenziata porta a porta e dove vengono consegnati dei mastelli dotati di codice identificativo, anche se all’apparenza identici.
E così, senza volerlo, l’utente dopo aver conferito il suo bidoncino all’esterno e aver atteso il passaggio degli addetti di Formula Ambiente e Pulchra Ambiente, lo ha riportato a casa senza rendersi conto di aver confuso il suo mastello con quello di un altro residente. L’errore non è stato notato dell’uomo fino a quando, dopo qualche mese, non si è visto recapitare una sanzione dal Comune perché il suo mastello era stato trovato abbandonato per strada.
Solo a quel punto, dopo un’opportuna verifica, il montesilvanese si è accorto dello scambio involontario. «I mastelli distribuiti ai cittadini sono, com’è evidente a chiunque utilizzi il servizio, praticamente indistinguibili tra loro», evidenzia il residente. «In un contesto simile è assolutamente plausibile che possano verificarsi scambi involontari tra contenitori, soprattutto durante le giornate di raccolta, quando i mastelli vengono temporaneamente lasciati all’esterno delle abitazioni».
Il montesilvanese contesta questa modalità di sanzione perché «il meccanismo, così concepito, scarica integralmente sul cittadino le conseguenze di comportamenti altrui. In altre parole, chiunque entri in possesso del mastello di un’altra persona potrebbe abbandonarlo per strada e la responsabilità verrebbe comunque imputata al proprietario originario del codice identificativo, indipendentemente da qualsiasi accertamento. Una simile impostazione non solo è ingiusta, ma mina anche il principio basilare secondo cui le sanzioni dovrebbero colpire chi ha effettivamente commesso la violazione». Ma non solo.
Nonostante il residente abbia da tempo indicato un domicilio digitale per ricevere ogni comunicazione tramite posta elettronica certificata, la multa è arrivata a casa sua in formato cartaceo, costringendolo ad accollarsi anche i 10,50 euro di notifica.
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