Morto sei mesi dopo l’incidente, salma riesumata per l’autopsia

Il pm Salvatore ha accolto le richieste della famiglia di Vitaliano De Antoniis, 56 anni, di Teramo. Nell’esposto i parenti chiedono di verificare eventuali condotte colpose del personale sanitario
PESCARA. La morte di Vitaliano De Antoniis, che il 14 ottobre del 2025 rimase coinvolto in un drammatico incidente stradale ad Elice, rischia di trasformare quel sinistro in un caso di presunta malasanità. È quanto sostengono i familiari del 56enne originario di Teramo, deceduto il primo maggio scorso all'ospedale di Careggi di Firenze dopo il suo trasferimento dall’ospedale civile di Pescara. Attraverso il loro legale, l'avvocato Paolo Firmino Feliciani, i familiari hanno depositato un esposto in procura subito dopo il decesso del congiunto.
La richiesta della famiglia De Antoniis è stata accolta a tempo di record dal pm Benedetta Salvatore che ha immediatamente disposto la riesumazione della salma, l’effettuazione dell’autopsia (che si è tenuta ieri) e l’acquisizione delle cartelle cliniche di De Antoniis conservate nei due ospedali. L’incidente, tra una Punto e una Panda, avvenne nel tardo pomeriggio del 14 ottobre scorso sulla strada Lungofino, in località Quattro Strade, nella zona di Elice. Per estrarre i due conducenti rimasti incastrati tra le lamiere, dovettero intervenire i vigili del fuoco e successivamente una eliambulanza per trasportare De Antoniis, in gravissime condizioni, nel reparto di rianimazione dell'ospedale Santo Spirito, mentre l’altro conducente, un 28enne di Città Sant’Angelo, venne trasportato in ambulanza nella stessa struttura con numerose fratture.
Entrambi vennero indagati per lesioni personali stradali gravi e ora, nell’esposto, viene chiesta l'archiviazione per la vittima (a seguito del suo decesso) e l’incriminazione dell’altro conducente per omicidio stradale. Ma i familiari adesso sollevano dubbi su come sia stato curato il loro congiunto. La madre e le due sorelle della vittima ritengono, come riportato nell’esposto, che potrebbero esserci «fondati motivi per ritenere che nel decesso del loro congiunto possano aver concorso condotte colpose del personale medico e sanitario dell’ospedale civile di Pescara che lo ha avuto in cura nel lungo periodo di degenza post-sinistro».
Vitaliano avrebbe riportato numerose fratture e subìto diversi interventi chirurgici e a un certo punto è stato trasferito al Careggi di Firenze dove è deceduto il primo maggio scorso. Secondo l'avvocato Feliciani (del foro di Napoli, ora associato allo studio di Franco Perolino) l’autopsia è l’unico «strumento in grado di determinare con certezza le cause del decesso e soprattutto di verificare la sussistenza del nesso di causalità tra le lesioni traumatiche riportate nel sinistro, le eventuali complicanze derivanti dalle cure mediche ricevute e l’evento morte».
Ieri il pm Salvatore ha affidato l’incarico al medico legale Cristian D’Ovidio, mentre la famiglia si avvarrà del collega Ildo Polidoro come perito di parte. I familiari hanno anche chiesto e ottenuto dal magistrato il sequestro di tutta la documentazione medica dei due ospedali coinvolti (quello di Pescara e il Careggi di Firenze) e anche la copia di tutti gli atti d’indagine sull’incidente e in particolare del file video relativo al sinistro: «Tale acquisizione risulta indispensabile per consentire al consulente tecnico di parte (un ingegnere nominato dalla famiglia della vittima ndc), di completare i propri accertamenti tecnici sulla dinamica del sinistro, integrando le risultanze dei sopralluogo già effettuato con l'analisi del filmato».
Le parti offese, dunque, non vogliono lasciare nulla di intentato per raggiungere la verità sia sulla dinamica dell’incidente, sia sulla validità delle cure che Vitaliano ricevette all’ospedale di Pescara e in quello di Firenze. Per l’esame della documentazione medica acquisita dalla procura di Pescara, il pm potrebbe anche decidere di affidare uno specifico incarico a un consulente medico.
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