Montesilvano

Nuova Pescara, dopo Spoltore arriva il no di Montesilvano

5 Febbraio 2026

Lunedì in Consiglio la delibera già approvata in commissione con l’astensione dell’opposizione. L’obiettivo: sollecitare la Regione a fare un passo indietro e a valutare l’idea della città metropolitana (Nella foto il sindaco di Montesilvano De Martinis)

MONTESILVANO. Dopo Spoltore, è la volta di Montesilvano. A qualche giorno dalla presa di posizione del consiglio comunale guidato dal sindaco Chiara Trulli per chiedere la sospensione dell’iter per la Nuova Pescara e l’indizione di un nuovo referendum consultivo approvato all’unanimità dai consiglieri di Spoltore, l’assemblea comunale di Montesilvano replica l’iniziativa. È in programma lunedì pomeriggio a Palazzo di città un consiglio comunale dedicato proprio alla fusione, durante il quale sarà discussa una delibera fotocopia di quella di Spoltore per sollecitare la Regione Abruzzo a fare un passo indietro sulla Nuova Pescara e a valutare, eventualmente, la strada di una città metropolitana. La proposta di delibera, arrivata ieri in commissione e approvata a maggioranza, con l’astensione dell’opposizione, contiene un sunto di tutte le criticità da tempo messe in luce dalle amministrazioni comunale di Montesilvano e Spoltore. «Alla luce delle pesanti e insormontabili criticità evidenziate e al fine di evitare che la realizzazione di questo progetto fumoso e velleitario porti a uno stillicidio amministrativo che penalizzi i nostri territori», si legge nel documento proposto, «appare indispensabile interrompere quanto prima il progetto di fusione, per consentire scelte più appropriate e funzionali ad una adeguata gestione dell’area metropolitana diventata ormai una realtà». Il Consiglio comunale ritiene che le motivazioni per interrompere il progetto di fusione, ampiamente ricordate nella delibera, siano tecnicamente e amministrativamente insormontabili. Ad esempio, che gli uffici sono in concreta impossibilità di gestire questioni mai veramente dipanate, che il percorso per associare le funzioni residue è incerto e scivoloso e che richiede un modello integrato incompatibile con i tempi e la disomogeneità di partenza tra i tre Enti. Le motivazioni, come dettagliate nella delibera, evidenziano criticità strutturali: la frammentazione organizzativa, l’appartenenza a tre diversi ambiti distrettuali sociali che blocca la gestione associata dei servizi e le modalità inconciliabili di gestione dei rifiuti che impediscono un piano economico finanziario unico e una tassazione uniforme. Il Consiglio comunale sottolinea che la legge regionale manchi di uno studio di fattibilità e che proceda con una progettazione frammentata e inefficace, come dimostrato dai cronoprogrammi sistematicamente disattesi. Per questa ragione, attraverso il documento che arriverà in piazza Diaz il prossimo lunedì, il consiglio comunale di Montesilvano delibererà di richiedere alla Regione Abruzzo l’immediata sospensione del processo di fusione e la conseguente abrogazione della legge regionale di istituzione del nuovo Comune; di impegnare il consiglio comunale a richiedere al sindaco l’indizione di un referendum consultivo per chiedere ai residenti se il processo di fusione debba essere interrotto. Nel documento si suggerisce anche di indire il referendum in concomitanza con quello già in programma a marzo sul tema giustizia. Infine, il consiglio comunale di Montesilvano esprime la propria disponibilità «ad avviare un processo che porti alla costituzione di una città metropolitana che ricomprenda anche un ambito territoriale più ampio rispetto a quello attualmente coinvolto nel progetto di fusione, che salvaguardi le identità istituzionali di ciascun ente, escludendo qualsiasi processo di fusione e soppressione dei Comuni esistenti». L’idea della città metropolitana era stata più volte proposta, anche in passato, dal sindaco di Montesilvano Ottavio De Martinis che, all'indomani del consiglio comunale di Spoltore, aveva approvato la presa di posizione della collega Trulli, definendola «un grido d'allarme che non può essere ignorato dalla Regione».