Intervista a Insigne: «Pescara, sono in debito con te»

L’attaccante partenopeo: «Nel 2012 il Delfino mi ha lanciato e ora sono tornato per salvarlo. Non vedo l’ora di giocare dopo cinque mesi fuori. A Cesena spero di ritagliarmi dello spazio»
PESCARA. Il nuovo Pescara è pronto a lanciarsi nella seconda parte del campionato, quella decisiva per conquistare i punti salvezza. Nuovo Pescara perché sono ben 8 i giocatori che ieri sono stati presentati all’Ekk Hotel. Lorenzo Insigne è la stella, una stella che brilla così tanto da far passare in secondo piano i vari Brugman, Bettella o Altare.
Prima della presentazione il duro commento del direttore sportivo Pasquale Foggia, una sorta di scudo contro le voci sui nuovi. «Non sono pronti? Venite al campo e vedete se si allenano. Basta a parlare tanto per. Serve essere uniti per l’obiettivo salvezza». Sorriso sul volto, un’emozione che anche uno come lui che ha fatto gol a grappoli in A e ha vinto l’europeo non può nascondere. E tante belle parole per il “suo “Pescara” e per i tifosi.
Insigne, bentornato. Ripartiamo dal 2012. Il ricordo più bello?
«Sono tanti e tutti bellissimi. Quella è stata un’annata speciale con mister Zeman. Abbiamo fatto un’impresa e quei ricordi mi hanno spinto a tornare. Il Pescara mi ha dato l’opportunità di mettermi in mostra e di andare tra i grandi. Devo molto alla maglia biancazzurra e voglio ripagare l’amore di questa piazza».
Lo sa che tifosi si chiedono quando è pronto Lorenzo Insigne?
«So bene non vedono l’ora di vedermi in campo. Ma credetemi non vedo l’ora anche io perché stare 5 mesi fuori per me è stato davvero problematico. Solo mia moglie sa cosa ho passato. Adesso dare una data precisa non è facile ma vi dico che sto lavorando tanto e bene. Abbiamo fatto un programma personalizzato, presto sarò al 100%».
Insigne ma a Cesena la vedremo in campo?
«Mi sento abbastanza bene, sto lavorando da tre giorni con la squadra. Spero che a Cesena un quarto d’ora o venti minuti li possa fare anche perché solo giocando si trova la condizione. E vi racconto una cosa. Con il Mantova Gorgone ci ha provato a farmi giocare 10’. Ma ho preferito rimandare alla prossima per non rovinare tutto».
Insigne, come è nata l’idea Pescara?
«Tempo fa ho parlato con il presidente Sebastiani e tutto è nato come uno scherzo. Io avevo detto che in serie B avrei giocato solo con il Pescara. Non nascondo che mi hanno cercato alcune squadre messe meglio di noi in classifica. Ma sinceramente la classifica non mi interessa, Pescara è una grande piazza e merita la serie B. E poi la mia parola è una e voglio centrare questa salvezza per fare un regalo ai tifosi».
Si parlava anche di Lazio e Napoli. È vero?
«Si, con la Lazio ci sono stati dei colloqui. Napoli? 20 giorni fa il direttore Manna aveva detto al mio agente che c’era questa possibilità di un ritorno. Ho dato subito la disponibilità e avevo detto che avrei giocato anche gratis per il Napoli. Poi sono state fatte scelte diverse ma non ho rancore. Resto sempre il primo tifoso del Napoli e spero che continuino a fare un bel campionato. I tifosi? Ho sentito tanto il loro affetto. Questo mi riempie di gioia perché vuol dire che, anche se non ho vinto lo scudetto, ho fatto qualcosa di importante. Credo che il Napoli possa dire ancora la sua. Gli infortuni hanno penalizzato tanto ma spero riescano a dare fastidio all'Inter».
All’Ekk hotel è pieno di giornalisti e addetti ai lavori, Insigne saluta e scappa al campo per un altro allenamento. In cuor suo un sogno lo ha.
Regalare la salvezza ai biancazzurri e ai suoi tifosi per restituire quello che Pescara ha fatto per lui nel 2012.
In fondo se Lorenzo Insigne è diventato Lorenzo il Magnifico è anche merito di quella maglia biancazzurra con il numero 11 sulla schiena. Questo Insigne lo sa e questo lo ha spinto, insieme all’amicizia con Sebastiani, Foggia e Verratti, a dire no a tanti per tornare nella sua Pescara.
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