Omicidio Crox, la nonna cita in giudizio i ragazzi del gruppo e la comunità

Per Olga Cipriani i quattro che seguirono gli assassini erano consapevoli della spedizione punitiva. Chiesto il risarcimento anche al “Piccolo principe”: non vigilò sul ragazzo
PESCARA. La tragica morte del sedicenne Christopher Thomas Luciani (Crox per gli amici), dopo le condanne dei due responsabili del delitto che si consumò nel parco Baden Powell di Pescara il 23 giugno del 2024, dalle aule penali (del tribunale dei minori dell'Aquila) si sposta in quelle civili del tribunale di Pescara. La nonna di Crox, Olga Cipriani, assistita dall’avvocato Giacomo Marganella, affiancato dalla collega Cecilia Ventura, ha inviato una citazione civile per ottenere il risarcimento del danno.
E lo ha fatto coinvolgendo anche i quattro ragazzi (tutti minorenni come i due assassini) rimasti fuori dal processo penale, ma che quel pomeriggio parteciparono alla caccia a Crox e insieme ai due condannati si recarono nel parco di via Raffaello dove la vittima venne raggiunta a sorpresa, alle spalle, dalle prime terribili coltellate risultate fatali: 25 i fendenti che i due condannati inflissero a Crox per 70 euro che il primo accoltellatore gli aveva dato per procurargli del “fumo” mai arrivato. Ma, oltre al gruppo, mai coinvolto nel delitto, la nonna di Crox chiama in causa anche la comunità “Piccolo Principe”, dove il nipote sarebbe dovuto rimanere mentre se ne allontanò indisturbato.
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