Francavilla al Mare

Palazzo Sirena, la Procura di Chieti avvia l’inchiesta / Video

Il sostituto Giuseppe Falasca ha aperto il fascicolo dopo un esposto presentato dal Comitato abruzzese del Paesaggio. Melilla: questa storia non può finire così. Sgarbi: «Ha portato il terremoto a Francavilla»

FRANCAVILLA AL MARE. Sarà un’indagine della Procura della repubblica di Chieti a chiarire se siano ravvisabili ipotesi di reato nel comportamento dell’amministrazione comunale di Francavilla e, in particolare del sindaco, Antonio Luciani, che martedì 22 agosto, alle 19 in punto, ha ordinato la demolizione dell’ala storica di Palazzo Sirena. Le ore che hanno preceduto quella decisione, e soprattutto la mail notificata al Comune dalla soprintendente alle Belle arti di Chieti, Rosaria Mencarelli, che invitava l’amministrazione a sospendere i i lavori per qualche giorno, sono i punti su cui sarà concentrata l’attenzione della magistratura. Il fascicolo è stato aperto dal sostituto procuratore, Giuseppe Falasca, sulla base di un esposto presentato dal Comitato abruzzese del Paesaggio, presieduto dall’architetto Ettore Licurzi.

Palazzo Sirena, Sgarbi al telefono: "Hai portato il terremoto a Francavilla"
"Ora che arriverà il vincolo pagherai tutto, e dovrai ricostruire Palazzo Sirena. Quel palazzo non era abusivo, sei tu che hai fatto un abuso. Sei tu che hai portato il terremoto a Francavilla". Ancora accuse durissime da Vittorio Sgarbi al sindaco di Francavilla al Mare (Chieti) Antonio Luciani, questa volta dette al telefonino prima della visita al Museo del Castello Piccolomini di Celano. Ma il sindaco Luciani smentisce: "Al telefono non ero io". Sgarbi vittima di uno scherzo telefonico? (video di Antonio Oddi)

«Abbiamo presentato l’esposto ai carabinieri di Francavilla il 23 agosto, il mattino successivo all’avvio della demolizione alla Sirena» spiega Licurzi, «non appena abbiamo letto la mail notificata dalla soprintendente Mencarelli. Ci siamo limitati a esporre i fatti per come sono accaduti e abbiamo chiesto alla procura di accertare eventuali azioni penalmente rilevanti. In particolare, chiediamo di verificare il passaggio in cui la soprintendente scrive che il procedimento per la verifica dell’interesse culturale su palazzo Sirena non è ancora concluso». Un iter che dovrebbe, del resto, essere definito a breve. Ed è esattamente questo il motivo per cui era stato chiesto al sindaco di sospendere l’operazione. Il Comitato abruzzese del Paesaggio è un’associazione che, nel recente passato, si è battuta anche per le vicende della Filanda Giammaria e di Borgo Marino nord, a Pescara. Il caso Sirena è un altro sul quale il sodalizio intende fare piena luce. E a reclamare chiarezza è anche il deputato pescarese di Articolo 1-Mdp, Gianni Melilla, che sulla questione francavillese ha già annunciato la presentazione di un’interpellanza parlamentare.

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«Apprendiamo che per demolire un edificio pubblico come Palazzo Sirena», ha detto ieri Melilla, «sono stati sperperati 359 mila euro: 332mila per pagare la ditta esecutrice e 27 mila per l'ingegnere progettista. Nessun intervento è stato assunto tempestivamente da parte degli organi dello Stato che dovevano evitare questa scelta irrazionale e dannosa per la cultura e la storia dell'Abruzzo e di Francavilla, e per il patrimonio pubblico e l'erario italiano. Non vorremmo» ha proseguito Melilla, «che ora qualcuno intervenisse a "babbo morto" per autotutelarsi. Purtroppo, vi sono stati anche casi di tale ipocrisia. In Italia, non ci sono i soldi per demolire le centinaia di migliaia di costruzioni abusive, per le quali esistono già gli ordini di demolizione, si trovano invece 359 mila euro per abbattere un edificio pubblico, cioè di noi tutti, che è regolare e stabile e vale milioni di euro che vanno aggiunti al danno erariale. Non ci si può arrendere a tale miopia amministrativa e politico-culturale. In Parlamento, il ministro dovrà rispondere di questo fatto. La storia non è certo finita».

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All’intervento di Melilla ha subito risposto l’amministrazione comunale di Francavilla, per ricordare che sui costi di demolizione gli uffici registrano cifre diverse: «Importo lavori al netto del ribasso del 69,975%, 117 mila 634,87 euro, di cui 91mila 943 per i lavori e 25mila 691per gli oneri di sicurezza».
Dal sindaco Luciani, nessuna nota ufficiale se non un commento su Facebook sulla vicenda che lo ha visto al centro delle virulente contestazioni del critico d’arte, Vittorio Sgarbi, che ieri, in visita all’Aquila dalla soprintendente Lucia Arbace, ha rincarato la dose. «Accetto ogni critica», ha scritto Luciani, «non quella di non aver rispettato la legge e di aver operato con un'azione di forza. Ho ascoltato tutti valutando con attenzione le tesi avverse alla mia. La verità è che alcuni cittadini (per fortuna pochi) sono talmente abituati all'immobilismo che quando vedono un diverso modo di procedere restano sconvolti e chiedono di rinviare all'infinito». (f.c.)
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