Pasquale Di Cecco ha tagliato il traguardo dei 104 anni

PESCARA

Pasquale compie 104 anni: "Che bel traguardo, quasi non ci credo"

Una vita da raccontare: la pandemia del 1920, la prigionia in Libia, il lavoro da metalmeccanico, la passione per la campagna, le opere d'arte in legno. "Sono in mano a Dio, faccio ciò che lui vuole"

PESCARA. "È entusiasta di essere arrivato a 104 anni. Quasi non ci crede, di aver raggiunto questo traguardo". Così dicono i parenti di Pasquale Di Cecco, nato a Turrivalignani il 6 aprile del 1917 e residente a Pescara, a San Donato. Ha festeggiato in casa, ovviamente, dove è accudito amorevolmente dalla famiglia, in primo luogo dai figli Rocco, Bruno, Maria e Antonio, con i sei nipoti e i quattro pronipoti. Per lui una torta ricoperta di frutta fresca e dei palloncini con la scritta 104. "Sono in mano a Dio, faccio ciò che lui vuole", dice Pasquale Di Cecco a chi gli chiede del suo futuro, della sua invidiabile longevità.

Poche parole, per spiegare che vive alla giornata. Sul suo passato, invece, può dilungarsi abbondantemente, parlando della guerra, della prigionia in Libia e poi del suo lavoro da metalmeccanico, in varie aziende della zona.
Oltre ad impegnarsi in campagna, a coltivare la terra nel suo tempo libero, Di Cecco (due volte vedovo) ha sempre alimentato un hobby, che da tempo ha dovuto mettere da parte. "È un appassionato di opere artistiche in legno", racconta il figlio Antonio, "e si è sempre ingegnato, da autodidatta, arrivando a realizzare un carro, una carriola e anche dei canestri artigianali", sperimentando materiali alternativi.
E il Covid? «Ha già vissuto la pandemia del 1920 e ora sa di avere di fronte un nemico invisibile, per cui è una lotta impari".

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