Penelope, il lido chiuso per 7 giorni a causa della eccessiva presenza di persone

PESCARA /IL LIDO CHIUSO

Penelope: «Regole troppo rigide per gli eventi nei locali» 

Appello dei balneatori all’amministrazione comunale: «Aumentare il limite massimo di clienti, altrimenti rischiamo sanzioni». E la proprietaria va al Tar

PESCARA. Un incontro con gli amministratori comunali e uno con le forze dell’ordine. Queste le richieste degli imprenditori balneari, nei cui locali si fa intrattenimento serale, all’indomani del caso della chiusura di Penelope a mare, esploso nel bel mezzo dell’estate.

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Sul lido di Francesca Caldarelli Liuzzi è piombato un provvedimento di chiusura per sette giorni (fino a lunedì prossimo), per effetto di disposizioni di Comune, questura e polizia municipale, con motivazioni legate al limite di capienza superato.
«Il paradosso che si è verificato è che si è arrivati a multare chi lavora», attacca Pierluigi Iervese, titolare di Ippobeach e membro di un consorzio di imprenditori balneari di Porta Nuova «Penelope è uno dei locali che dà lavoro a tanta gente. Sono solidale con Francesca che, con la bellezza e la qualità del suo impegno professionale, dà lustro alla città che dovrebbe aiutare gli imprenditori, piuttosto che sanzionarli. Chiederemo un incontro con gli amministratori, è arrivato il tempo di rivedere le licenze per aumentare le presenze, questa vicenda può accadere a tutti noi».
Norme datate, secondo Mauro Cioffi alla guida del Lido Bianco di Francavilla con la sorella Germana: «Non condividiamo il metodo. Chiudere un locale in pieno agosto, crea solo terrorismo. Gli enti che controllano devono aiutarci a lavorare, non a farci chiudere. Fermare un’attività che lavora bene con la sola motivazione della capienza superata, ove non ci sono altre ragioni di droghe, alcool, risse, vuol dire semplicemente che si è risvegliata l’invidia di qualcuno. Andremo a parlare con gli amministratori per rivedere le normative non più al passo con i tempi, ma dovremmo essere noi ad essere convocati per avviare una programmazione insieme per la prossima estate».
Per Stefano Cardelli, titolare di Nettuno, in centro, il fermo di Penelope è un «provvedimento pesante. È necessario convocare un summit anche con le forze dell’ordine per preparare una pianificazione operativa che metta d’accordo non solo gli imprenditori ma anche il resto della città che deve decidere se vuole il turismo e che tipo di turismo vuole. Anche i residenti, che spesso protestano per i decibel, devono specificare se la movida la vogliono oppure preferiscono la città spenta. In ogni caso, l’intrattenimento va regolamentato». Per Stefano Moretti delle 3 Palme, a Montesilvano, le regole «ci sono e vanno rispettate. Io sono colpito dai controlli di ogni sorta in risposta alle proteste dei residenti della zona. Se Penelope chiude allora tutti dovrebbero chiudere perché chi è davvero in regola?», riflette l’imprenditore, «però ci sono le leggi sulla sicurezza e devono essere rispettate».