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Penne. Tornano le cicogne Così si ripopola la Riserva

15 Marzo 2026

Di Fabrizio, presidente della Cogecstre: «È la conferma dell’importanza del lago» Avvistati nell’Oasi anche gru e 2 rarissimi Ibis eremita, ma incombono i cacciatori

PENNE

L’oasi naturale del Lago di Penne si conferma un punto di riferimento sempre più importante per la fauna migratrice dell’Adriatico centrale.

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Dopo il passaggio delle Gru e di due rarissimi Ibis eremita, nei giorni scorsi sono state avvistate 16 cicogne bianche. «Un avvistamento che emoziona naturalisti e appassionati di birdwatching. Sedici cicogne bianche sostano in questi giorni nella Riserva naturale regionale Lago di Penne, una delle aree umide più importanti dell’entroterra abruzzese», spiega il presidente della cooperativa Cogecstre, Fernando Di Fabrizio, che da sempre gestisce le attività dell’oasi naturale pennese.

«La presenza di un gruppo così numeroso di cicogna bianca è un segnale significativo della migrazione primaverile, il periodo in cui questi grandi uccelli tornano dall’Africa verso i siti di nidificazione europei. Le zone umide, i campi aperti e le aree agricole che circondano il lago rappresentano infatti un habitat ideale per la sosta e l’alimentazione durante il viaggio. Un segnale positivo per la biodiversità, negli ultimi decenni la cicogna bianca è tornata progressivamente a frequentare l’Italia grazie ai progetti di tutela e al miglioramento di alcuni habitat naturali. La loro presenza nella riserva pennese testimonia l’importanza del lago come area di sosta per molte specie migratrici, soprattutto in primavera e in autunno», sottolinea ancora il presidente Cogecstre. Altre specie di passo erano state segnalate nei mesi scorsi: come la gru, che viaggia spesso in grandi stormi facilmente riconoscibili a grande distanza grazie alla tipica formazione a “V” nel cielo. Davvero rara e insolita nel bacino del Lago di Penne è stata inoltre la recente presenza di una nuova specie, che si aggiunge alla lista di 210 uccelli censiti nella riserva vestina: quella dell’Ibis eremita (Geronticus eremita). «È una delle specie più rare e minacciate al mondo. Un tempo diffuso in gran parte dell’Europa meridionale, del Medio Oriente e del Nord Africa. Questo ibis è scomparso da molte aree a causa della perdita di habitat, della caccia e dei cambiamenti ambientali. Purtroppo uno dei due esemplari provenienti dall’Austria è stato colpito da un bracconiere nella campagne di Mirabello, fuori dall’area protetta dove i due esemplari si erano spostati per cercare i lombrichi sul terreno», racconta Di Fabrizio. «Recuperato tempestivamente da un cittadino, l’Ibis è stato portato al Cras Lago di Penne e poi nell’ambulatorio veterinario del dottor Giammaria Antonazzo di Montesilvano, che ha tentato il recupero con un difficile intervento chirurgico. Purtroppo nei giorni successivi al giovane Ibis è stata amputata l’ala. È stato poi consegnato dal Reparto Biodiversità dei Carabinieri di Pescara a un Centro specializzato nel Lazio», conclude.