Pescara, concorsi pubblici e parenti: adesso scatta l’inchiesta

Acquisiti i documenti: nel mirino della polizia giudiziaria graduatorie e idonei. E ora gli atti sono sul tavolo della Procura: al vaglio la legittimità delle procedure
PESCARA. Si accendono i riflettori della Procura sulle graduatorie dei concorsi pubblici del Comune di Pescara. È scattata nelle ultime ore l’ispezione sul personale assunto negli uffici di Palazzo di Città, con l’acquisizione di documenti da parte degli agenti della polizia giudiziaria, su mandato della Procura. Un intervento che arriva a pochi giorni dalla sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato parzialmente le elezioni amministrative, ordinando il ritorno alle urne per 14.382 pescaresi.
I DOCUMENTI ACQUISITI A dare avvio all’attività è stata la sezione di polizia giudiziaria della Procura di Pescara che, nei giorni scorsi, ha effettuato un’ispezione negli uffici del settore Personale del Comune. I militari hanno trascorso diverse ore all’interno di Palazzo di Città, procedendo all’acquisizione di tutta la documentazione relativa alle più recenti assunzioni. Tra questi, anche gli stessi concorsi che avevano già acceso il dibattito politico dopo la pubblicazione sul Centro delle graduatorie e dei nominativi degli idonei. Tra i candidati ci sarebbero parenti di amministratori pubblici in carica e persone loro vicine per trascorsi politici.
Nel mirino della Procura, quindi, sarebbero finiti anche i concorsi destinati all’assunzione di due unità di personale con il profilo di specialista in attività amministrative e contabili, area funzionari, e di uno specialista in attività culturali. Durante le operazioni, non sarebbero mancate difficoltà nel reperimento di alcuni atti per via dell’organizzazione dei documenti di alcuni uffici. Al momento, l’attività di polizia giudiziaria non vede indagati né tra i vertici degli uffici né tra gli amministratori comunali. A far scattare l’attenzione degli inquirenti sarebbe stato anche un esposto presentato in relazione alle procedure concorsuali. Gli organi giudiziari stanno ora esaminando la documentazione per verificare se tutti i passaggi siano stati svolti nel rispetto delle norme e se i criteri indicati nei bandi corrispondano effettivamente a quanto avvenuto nelle selezioni. Un accesso che potrebbe rientrare anche in una prassi di verifica, soprattutto alla luce della forte risonanza mediatica assunta dalla vicenda.
IL CASO POLITICO Il Comune è tornato ad assumere personale dopo l’uscita dal predissesto finanziario, bandendo così vari concorsi pubblici per il reclutamento di nuove forze. Ed è proprio sul tema delle graduatorie, che conterrebbero diversi nomi riconducibili ad ambienti già noti della politica cittadina, che il fronte politico si è spaccato. L’amministrazione comunale ha difeso fin da subito la legittimità dell’intero impianto concorsuale, ribadendo che tutte le selezioni si sono svolte «nel rigoroso rispetto delle norme e dei principi di imparzialità e trasparenza». A sostegno di questa tesi, il Comune ha ricordato la scelta di affidare l’organizzazione dei concorsi a una società esterna, proprio per rafforzare i livelli di controllo. Di segno opposto le posizioni di centrosinistra e gruppi civici, che hanno chiesto l’adozione di un codice etico e l’introduzione di un regolamento ad hoc da parte del Consiglio comunale. Al di là delle contrapposizioni politiche, resta il dato oggettivo: la Procura è piombata in Comune.

