Pescara, il reparto di Medicina in affanno: «Mancano infermieri»

13 Gennaio 2026

Blasioli, vice presidente del consiglio regionale denuncia la situazione: «Sicurezza dei pazienti a rischio, è intollerabile». E la Asl replica: «Sui ricoveri stiamo tornando alla normalità. Il personale? A disposizione trenta unità»

PESCARA. Il picco dell’influenza causa un’emergenza affollamento nel reparto di Medicina Interna con 28 pazienti rispetto ai 23 della capienza massima. E gli infermieri in servizio nei turni mattina/pomeriggio e notte non sarebbero sufficienti a garantire la necessaria assistenza. La denuncia arriva dal vice presidente del Consiglio regionale, Antonio Blasioli: «Situazione non più tollerabile». La direzione sanitaria della Asl Pescara risponde all’esponente del Pd: «Al momento, dopo aver effettuato delle dimissioni, ci sono solamente due pazienti in più per ala rispetto alla capienza, venticinque invece che ventitré», dice il direttore sanitario Rossano Di Luzio.

Blasioli però parla in una nota di «alcune segnalazioni sulla grave situazione che attraversa in questi giorni il reparto di Medicina Interna dell’ospedale di Pescara. I pazienti, alcuni dei quali in ventilazione non invasiva (niv) o con ossigenazione ad alto flusso, per la quasi totalità non in grado di svolgere le normali attività quotidiane, sarebbero affidati a soli due infermieri e due oss per il turno di mattina/pomeriggio e due infermieri nel turno di notte. Questa condizione, come denunciato dai lavoratori, mette prima di tutto a rischio la sicurezza dei pazienti, anche per la presenza di spazi inadeguati per eventuali manovre rianimatorie, a causa dei quali non è possibile nemmeno mantenere il necessario distanziamento, all’interno della stessa stanza, in caso di pazienti positivi al Covid».

Il vice presidente del consiglio regionale quindi denuncia la mancanza di personale: «Numeri non confacenti alla realtà quotidiana vissuta da chi lavora in corsia, violandone i principi fondamentali di dignità lavorativa. A fronte di una tale intensità assistenziale, che ci sembra diversa da quella attribuita dalla Asl, occorrerebbe forse rivedere i parametri che l’azienda si è data nella classificazione dell’intensità assistenziale, ricalcolando quindi l’organico del personale sanitario a disposizione del reparto».

Ma la Asl replica ancora a Blasioli rimarcando come nelle due ali di Medicina siano in organico «30 infermieri e 13 oss», spiega Di Luzio, «Di questi, al mattino, quando il carico è maggiore sono di turno tre o quattro infermieri, compresa la coordinatrice, mentre di pomeriggio e di notte ce ne sono due». In questi giorni l’area medica è intasata dall’aumento delle malattie stagionali, influenza e virus similari. Compreso il Covid, che però non fa paura come qualche anno fa: «Sono solamente due i casi di pazienti ricoverati in tutto l’ospedale al momento perché positivi al coronavirus», ha detto al Centro il direttore sanitario. «So che in queste ultime settimane la situazione del nosocomio Pescarese sia messa a dura prova dai casi di influenza stagionale, ma non posso esimermi dal chiedere all’assessorato alla sanità e alla direzione generale della Asl di Pescara un intervento immediato volto a rivalutare il fabbisogno di personale del reparto, riorganizzare l’assistenza in funzione della reale complessità clinica, garantire condizioni di lavoro adeguate agli operatori e condizioni di cura sicure e dignitose per i pazienti». La Asl chiede intanto agli utenti responsabilità e collaborazione per ridurre sia il numero di accessi in pronto soccorso («farlo solo quando c’è una reale necessità», dice Di Luzio) sia i tempi di ricovero «dei pazienti dichiarati guariti e dimissibili».