Pescara piange Ercolino, fondatore della pizzeria Liceo: da lui sono passate intere generazioni

Ercole Calchi aveva iniziato alla Dreher, poi il locale di via Venezia aperto nel 1964 dove lanciò per primo la pizzetta tonda e l’inconfondibile calzone. Il 21 maggio avrebbe compiuto 90 anni
PESCARA. Era il signore delle pizze, Ercolino, storico fondatore della pizzeria Liceo di via Venezia. Le sfornava, insieme a calzoni, supplì e crocchette, sempre abbigliato in giacca e cravatta, la sua “divisa” di ogni giorno in circa 80 anni di onorata carriera tra impasti e farine.
Le ultime pizzette preparate da Ercole Calchi, 89 anni, appena una settimana fa, insieme alla socia e amica Maria Mastrogiacomo, nel locale di via Paolini aperto 20 anni fa. Poi una tosse insistente e il ricovero in ospedale, dove è morto domenica sera. Un pezzo di storia umana e commerciale di Pescara che se ne va.
Le esequie si svolgeranno oggi alle 16 nella chiesa di Santa Lucia di via Tirino a San Donato, il quartiere dove ha vissuto tutta la vita. Lascia i figli Giampiero e Roberto con le famiglie, la moglie Maria Cappelletti morta nel 2001, con cui fondò la pizzeria Liceo.
Maria Mastrogiacomo, ex titolare della Racchetta e socia di Calchi, per tutti Ercolino, di origini marchigiane, classe 1936, rivela, in lacrime, che «gli stavamo preparando una festa a sorpresa per i suoi 90 anni», che avrebbe compiuto il 21 maggio. «Mi raccontava che avrebbe voluto vivere più di suo nonno, scomparso a 104 anni. Era un galantuomo, un signore, un uomo d’altri tempi, buono e onesto, sempre pronto ad aiutare gli altri».
Ideatore della pizza rotonda, non ha mai rivelato a nessuno, tranne a pochi, il segreto della preparazione «ma diceva sempre che gli ingredienti principali erano l’amore e la passione». Una passione per gli impasti iniziata a 11 anni quando a mamma Amalia e papà Rocco, scomparsi tra il 1962 e il 2000, rivelò di voler fare il pizzaiolo. Il primo impiego, a circa 16 anni, alla Dreher di piazza Salotto dove rimane per 37 anni. Contemporaneamente, all'età di 27 anni, fonda la pizzeria Liceo, in via Venezia, di fronte al Classico, attività che mantiene fino a 8 anni fa, quando il proprietario gli richiede indietro il locale.
Dal 1964 generazioni di pescaresi, compresi personaggi e vip come Marco Verratti, Lorenzo Insigne, il ministro Antonio Maccanico e tanti altri sono passati in quel locale lungo e stretto che odorava di fritto e “filoni” a scuola. Tant’è che un giorno, l’ex preside Claudio Palma, gli chiese di spostare in avanti l’orario di apertura della pizzeria perché «con la scusa di venire a mangiare, gli studenti marinavano la scuola», raccontava Ercolino con l’entusiasmo di un giovanotto. E non si contavano le focacce che preparava per i tanti clienti che arrivavano da Penne a Pescara col trenino ex Fea. Le sue pizze, tonde, croccanti e con farcitura succulenta, che mezzo secolo fa vendeva a venti lire, hanno anche sfamato gli atleti di un Giro d’Italia di circa 25 anni fa. Ora sarà Maria con la figlia Sara «a portare avanti la storia di Ercolino» che impastava ascoltando gli Abba, il suo gruppo musicale preferito. Un innovatore, capace di preservare il prodotto tradizionale.
Lo scorso anno i giornalisti enogastronomici abruzzesi gli avevano assegnato il riconoscimento di “Pizzeria dell'anno” e in Provincia fu premiato da Paolo Minnucci come “Lavoratore ideale”. Il segreto del suo successo era fare sempre le stesse cose, pizze, supplì, calzoni e crocchette, ma fatte bene e con ingredienti di qualità. E quando arrivavi alla cassa, lo sconto per i clienti storici era assicurato. La pizzeria Liceo, che sognava di riaprire anche altrove, ha fatto epoca con numeri da capogiro: «Ogni giorno entravano tra le 800 e le 1.000 persone», raccontava Ercolino, con la sua aria mite e il suo look discreto. «Certo che mangio le mie pizzette», scherzava, «ma le preferisco bruciacchiate».

